|
Rosa CAROLI
Recenti sviluppi del revisionismo storiografico in Giappone: la Nazione e l'Altro In occasione del XXII Convegno Aistugia (Cortina d'Ampezzo 1998) si è tentato di fornire un'interpretazione del fenomeno di revisionismo che, proprio in quegli anni, si andava affermando nel panorama storiografico giapponese, suscitando un vivace dibattito anche al di fuori dei confini del Paese. Esso pareva interessato in primo luogo a riscrivere la storia dell'esperienza bellica, così come dimostra l'aspro confronto che si è acceso in merito ad alcune rilevanti questioni quali il massacro di Nanchino, le cosiddette "comfort women" e le attività svolte dall'"Unità 731". D'altra parte, sin dal suo esordio, questa opera di rivisitazione del trascorso storico del Giappone è stata orientata ad alleviare le responsabilità della leadership e delle truppe nipponiche nel corso della guerra, confutando la veridicità di taluni fatti storici o magari celebrando i gesti eroici compiuti da personaggi più o meno noti, i quali, pur essendo singolarmente rilevanti, risultano avere uno scarso valore al fine di un'analisi complessiva sull'esperienza bellica. Ma l'attività del revisionismo storiografico si è diretta anche verso una più ampia e articolata serie di tematiche incentrate attorno all'identità nazionale, le cui radici si spingono ben al di là dell'esperienza bellica in Asia. A questo proposito, appare utile considerare l'interpretazione fornita da alcune opere redatte da esponenti di spicco del Jiyūshugi shikan kenkyūkai (Gruppo di ricerca per una concezione liberale della storia) in merito ad alcuni significativi aspetti che riguardano il processo di costruzione dello stato nazionale. Di particolare interesse risultano essere, ad esempio, la rilettura delle modalità di ampliamento dello stato giapponese verso territori periferici quali lo Hokkaidō e le Ryūkyū, o dell'opera di alcuni intellettuali Meiji, come nel caso di Fukuzawa Yukichi e della sua concezione di civiltà (bunmei) da cui, com'è noto, la concezione della "missione" giapponese in Asia attinse largamente. Più che volta a illuminare i vari ed essenziali aspetti che riguardano le origini e la natura dello stato nazionale e del nazionalismo moderno, questa indagine appare dunque volta a ricercare le "virtù" su cui fondare un'identità finalmente riscattata da un passato scomodo e imbevuta di un orgoglio nazionalista, che manifesta numerose reticenze in merito all'esperienza che ha storicamente caratterizzato il confronto del Giappone con l'Altro. |
|||
|
|