Luciana GALLIANO
Il compositore Toshi Ichiyanagi, New York e Fluxus

Nel 1957 Toshi Ichiyanagi presenzia al concerto in Carnegie Hall, New York, che celebra i 25 anni della carriera musicale di John Cage. Il compositore giapponese ha 24 anni, un esordio di tutto rispetto che da Tōkyō l'ha portato alla Julliard School, costellato di premi e di prestigiose esecuzioni, di brani di scrittura abile e sensibile nello stile di un tardo impressionismo francese rivisitato in Giappone specificamente dal maestro di Ichiyanagi, Ikenouchi Tomojirō. Ichiyanagi aderisce subito all'innovativo pensiero cageano; si trasferisce a New York dove vive downtown con La Monte Young e Isamu Noguchi. Nel 1958 segue i corsi tenuti da Cage presso la New School for Social Research della New York University e ne diventa un ardente discepolo. Ichiyanagi entra a far parte della New York avant-garde, partecipa agli happenings; sia lui che la moglie Yōko Ono entrano nel gruppo d'avanguardia Fluxus. Ichiyanagi inizia a comporre brani con tecniche aleatorie e gesti teatrali (es. Piano ongaku dai1-dai7, 1959-61). Altri membri della stessa generazione di compositori giapponesi come Takemitsu Tōru o di intellettuali come Akiyama Kuniharu parteciparono in Europa agli eventi Fluxus — ma non nella misura di Ichiyanagi. La sua adesione a un tipo estremo di "opera aperta" si radica nel percorso che hanno avuto in Giappone le arti della modernità; le avanguardie in Giappone sembrano avere un legame elettivo con l'informale piuttosto che con il concettuale. L'informale è funzionale a un'estetica come la giapponese che privilegia l'evento rispetto alla sua gestazione: essenziale è il modo e l'istante in cui avviene il gesto artistico. Nell'arte giapponese è peculiare anche lo statuto della soggettività; momento saliente è la relazione del soggetto/artista con il suo pubblico e con gli oggetti della sua arte, tanto che si può ipotizzare che l'ambigua soggettività giapponese si collochi nello spazio relazionale, nel ma che tanta parte ha nelle arti e in musica in quanto arte del tempo. D'altra parte, sia l'attenzione al farsi del gesto artistico che il suo essere nodo di una rete di relazioni sono fondamenti dell'estetica dello happening e di Fluxus. L'intervento intende indagare lo specifico apporto "giapponese" del compositore Ichiyanagi al movimento Fluxus.