Carolina NEGRI
L'onnade e la nascita della diaristica femminile in periodo Heian (794-1185)

In Giappone a partire dal periodo di Nara (710-974) il cinese divenne la "scrittura maschile" (otokode) adoperata dagli uomini della corte per scrivere poesie e per la redazione di documenti ufficiali. In questa situazione era naturale che le donne, essendo escluse dalla partecipazione alla sfera pubblica e dall'apprendimento del cinese, ricorressero alla lingua giapponese come unico mezzo espressivo adatto all'ambito privato e alla composizione del waka. L'invenzione dei kana, ovvero di un sistema di scrittura fonetico nato dalla semplificazione dei caratteri cinesi, offrì un indispensabile strumento per l'evoluzione della poesia e della prosa, ma per lungo tempo fu associato alla sfera privata e soprattutto all'universo delle donne, tanto da essere denominato scrittura femminile (onnade). Con il Kokinshū (Raccolta di poesie antiche e moderne, 905) la prima antologia di poesie compilata per ordine imperiale da Ki no Tsurayuki, lo hiragana fu riconosciuto come lingua ufficiale dando il via a un processo di "riappropriazione" della lingua giapponese da parte degli uomini. Il desiderio di acquisire il "femminile" nella sfera maschile non tardò a manifestarsi anche nella prosa, dove, grazie al Tosa nikki (Diario di Tosa, 935 ca.) dello stesso Ki no Tsurayuki, abbiamo il primo esempio di diario scritto in lingua giapponese da un uomo. Con tale esperimento nasce una nuova produzione letteraria dotata di maggiore realismo e introspezione psicologica, portata avanti con successo da donne di talento che a partire dalla madre di Fujiwara Michitsuna, l'autrice del Kagerō nikki (Diario di un'effimera, ca. 974), cercheranno attraverso la scrittura di definire il proprio io in una società dominata dall'uomo. Il Tosa nikki e il Kagerō nikki rappresentano due opere fondamentali per seguire gli sviluppi della prosa in lingua giapponese in un periodo in cui gli scrittori si muovevano incerti tra varie forme di scrittura, creando spesso una fusione di generi letterari che all'epoca non avevano ancora raggiunto un'identità ben definita. Questa fase di sperimentazione sarà indispensabile per portare a compimento il processo attraverso il quale il Giappone si libererà dall'asservimento alla cultura cinese, affermando la propria autonomia culturale grazie al perfezionamento di un sistema di scrittura e alla nascita di generi letterari autoctoni.