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Maria Roberta NOVIELLI
Ibridismo e contaminazione: il cinema giapponese nell'era dell'ipermedia A partire dalla seconda metà degli anni novanta, un'anomala commistione di cinema, televisione, manga, narrativa, pubblicità, musica, pittura, videogame e trailer ha dato vita a un'inedita forma di fruizione dell'immagine. Alle contaminazioni operate nella traduzione da uno all'altro media, si aggiunge oggi un intervento sempre più determinante dello spettatore, nuovo soggetto dell'opera d'arte, a cui spetta il compito di ricostruire, sulla base delle proprie esperienze e del proprio bagaglio onirico, la cornice in cui inscrivere il frammento di racconto proposto. Esempi analoghi, seppure con effetti differenti, sono riscontrabili già nei primi anni della storia del cinema giapponese. Si consideri, per esempio, il ruolo svolto dal benshi, il commentatore dei film muti giapponesi, che costituiva una sorta di "interfaccia" per la lettura del testo filmico, suggerendo non solo possibili "traduzioni" delle peculiarità culturali dei differenti paesi, ma offrendo al contempo strumenti utili alla comprensione della trama, della caratterizzazione dei personaggi e dello stesso funzionamento dei macchinari utilizzati per le riprese e per la proiezione. Si pensi anche al ruolo svolto dai cinegiornali nel corso del conflitto bellico, atti non solo a fornire informazioni circa gli eventi trattati nel corso delle battaglie, ma anche a convogliare l'interesse del pubblico verso gli aspetti esotici dei paesi e a indottrinare sulle finalità dell'intervento armato. Scopo dell'intervento è di proporre una prima identificazione dei link di cui lo spettatore dispone oggi per "navigare" nel mondo mediatico, cioè quelle monadi di linguaggio, di immagine e di suono attraverso le quali è in grado di discriminare o di ricostruire le logiche tematiche che gli sono più congeniali. È infatti grazie alla nuova capacità percettiva derivata dal diverso atteggiamento dello spettatore che il nuovo cinema giapponese può in questi giorni approdare a uno stile ibrido per forma, ma innovativo per impatto stilistico, inaugurando una svolta decisiva nella sua storia più recente. |
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