|
Jun'ichi ŌUE
La modalità della lingua giapponese: analisi contrastiva La modalità è, in una analisi logica della frase, una serie di elementi che indicano che il dictum, processo puro e semplice privo di ogni intervento del soggetto parlante, è giudicato realizzato, desiderato o meno, accettato con gioia o con rimpianto dal soggetto parlante o da altri diversi dal soggetto parlante. Il modo, ad esempio, è una categoria grammaticale, generalmente associata al verbo, che esprime il tipo di comunicazione istituito dal parlante fra se stesso e il suo interlocutore o l'atteggiamento del soggetto parlante nei confronti dei suoi stessi enunciati. Esso non è altro che uno dei mezzi utilizzati per esprimere la modalità. Anche gli ausiliari modali e gli avverbi hanno spesso tale ruolo. Gli studi sulla modalità del giapponese si sono sviluppati in un campo più ampio rispetto a quelli delle lingue occidentali che sono stati dedicati inizialmente agli ausiliari modali. Questo è dovuto al fatto che l'assenza degli ausiliari modali con diverse funzioni nel giapponese moderno, in contrasto col giapponese classico che aveva tali ausiliari come beshi, lo rendeva incompatibile con questo tipo di studi. A una una osservazione attuale delle ricerche sulla modalità del giapponese, seguono le analisi contrastive con l'italiano. Facendo riferimento alle categorie grammaticali del giapponese che indicano appunto la modalità come diatesi, aspetto, tempo, modo, si esaminano le corrispondenti forme dell'italiano. Il modo, ad esempio, che indica incertezza yōda e rashī corrisponde alla forma "pare che" in italiano, la notizia riportata sōda a "si dice che" e così via. In questo modo, viene messo alla luce a che livello della categoria grammaticale e in che modo la modalità è espressa in ognuna delle lingue. |
|||
|
|