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Marco POMPILI
La casa collettiva moderna in Giappone e i Dōjunkai Apartments (1924-1934): il cambiamento e la continuità Il tema del convegno rimanda ad alcuni aspetti di un processo di cambiamento cruciale per la modernizzazione della città giapponese: quelli contenuti nello sviluppo delle tipologie dell'abitare collettivo. Questi aspetti sono discussi attraverso l'esempio assai significativo dei Dōjunkai Apartments, realizzati tra il 1924 e il 1934. I Dōjunkai Apartments sono stati costruiti come parte integrante del piano di ricostruzione di Tōkyō e Yokohama dopo il Grande Terremoto del Kantō (1923). Piano che per la prima volta in Giappone ha previsto la progettazione sistematica di nuovi impianti residenziali collettivi di massa. L'intervento si concentra sulle relazioni tra cambiamento e continuità. Cambiamento incorporato nel fenomeno d'importazione di modelli tipologici occidentali. Continuità espressa dall'assorbimento all'interno della tradizione locale di quei modelli. In altre parole, si è voluto dimostrare che pur attraverso l'adozione di tipologie esogene, nell'adattamento al locus di queste si riconfermano alcuni degli aspetti più ricorrenti della spazialità giapponese. A tale fine si è fatto uso dell'analisi comparativa tra quattro canoni della storia della residenza collettiva moderna e il caso dei Dōjunkai Apartments, secondo i seguenti punti: Lo sviluppo della casa collettiva in Giappone - Il periodo Taishō (1912-1925) e gli scambi tra Giappone e Occidente in ambiente architettonico Importanza dei Dōjunkai Apartments - Simultaneità rispetto agli avvenimenti architettonici internazionali I Dōjunkai Apartments e la nozione di Unità Residenziale Minima - Definizione di Unità Residenziale Minima I Dōjunkai Apartments, la città, la continuità
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