Giancaria SANDRI FIORONI
L'arte al servizio del divino

Il paper prende in considerazione la differenza fra "arte sacra" e "arte religiosa", soffermandosi a considerare un rito di guarigione celebrato a Takaosan. Il rito, assai complesso, offre lo spunto non solo per comprendere i simbolismi dell'edificio sacro, ma anche il profondo significato della musica (gong), dei passi dei monaci simili a una danza, della parola del celebrante che corona la trasformazione qualitativa dell'energia in atto, del rapporto parola-suono-strumento nella tradizione giapponese. Un cenno viene pure dato al tamburo, che sin dalle notti dei tempi simboleggia la massima potenza, e riporta la mente alla fusione sonora di acqua e di fuoco, che tanto spazio occupa nel rituale per impetrare una pronta guarigione per colui il quale viene celebrato il rito. Si cercherà di scoprire il mistero del tamburo nella sua cavità ricordando come in Oriente si dia a questa cassa armonica l'essenza del Divino. Dopo aver esaminato forma, suono ed entità armonica si potrà concepire quel legame che lega l'uomo alla natura, a quel divino Essere Unico ed Eterno che è in ogni cosa nel Suo quieto e pur continuo dinamismo, in quel succedersi di equinozio in equinozio, di solstizio in solstizio, nella fatica dell'uomo che crea il Bello, ama il Bello a somiglianza della Natura che lo circonda, di quel centro cosmico non individuale e personale, patrimonio di tutti noi. L'arte al servizio del Divino.