|
Makoto KIKUCHI
La leggenda di Tenjin nell'Ōkagami Tenjin è lo spirito di Sugawara no Michizane (645-903), il Ministro della Destra presso la Corte di Daigo, che cadde vittima di calunnie e morì in esilio. Dopo la sua morte, si susseguirono calamità naturali e decessi di uomini influenti, attribuiti dalla gente dell'epoca allo spirito vendicativo di Michizane. Onorandolo come divinità, si riuscì finalmente a calmarlo e a trasformarlo in un dio protettore dello Stato e nume tutelare degli studi. Tale soluzione tutt'oggi diffusa, tuttavia, si basa sul contenuto del Kitano Tenjin emaki, apparso circa trecento anni dopo la morte di Michizane, testo che, a sua volta, ricalca la versione dell'Ōkagami. Ci sono pervenuti, d'altro canto, documenti che ci offrono differenti interpretazioni delle vicende, come Nichizō yumeki e Shōmonki in cui lo spirito di Michizane continua a covare rancore e, divenuto comandante dei demoni degli Inferi, li manovra per danneggiare implacabilmente lo Stato. Mentre nell'Ōkagami Michizane resta un fedele vassallo dell'imperatore Daigo e il bersaglio della vendetta si restringe a Fujiwara no Shihei, ritenuto responsabile della calunnia, e ai suoi congiunti, in testi come Nichizō yumeki e Gōdanshō la furia vendicativa non risparmia neppure l'imperatore. Almeno per un secolo dopo la morte di Michizane, coesistevano varie versioni della leggenda su di lui, tra le quali prese il sopravvento quella più conveniente al regime. La figura di Michizane a capo di una potente organizzazione di demoni che sfugge al controllo dell'autorità politica, appariva scomoda se non proprio pericolosa ai detentori del potere che non potevano ammettere la diffusione di tale visione destabilizzante. Lo spirito di Michizane doveva essere ricondotto sotto il dominio del regime e ammansito ai fini di garantire stabilità al potere. |
|||
|
|