Naoko OZAWA
Analisi contrastive delle conversazioni in giapponese e in italiano: alcuni aspetti relativi alle strutture di cambio di turno

Chi impara una lingua straniera alle volte può avere difficoltà a capire quando è opportuno prendere o cedere la parola, vale a dire a comprendere le norme che regolano le alternanze espressive in una conversazione in un idioma straniero. I meccanismi che sono alla base di tali scelte linguistiche sono l'oggetto di un campo di ricerca sviluppatosi negli ultimi trent'anni. Alcuni fra i primi studiosi nell'ambito dell'analisi conversazionale hanno proposto una teoria, definita "turn-taking system", secondo la quale il turno è composto da una unità sintattica come costruzioni frastiche, proposizionali, sintagmatiche e lessicali; sarebbe proprio subito dopo questa unità, al TRP (Transition Relevance Place), che può avvenire il cambio di turno. Per altri invece questa unità di turno è più complessa e comprende non solo elementi sintattici ma anche elementi di intonazioni e pragmatici; per loro quindi la maggior parte dei cambi di turno accadono al punto finale di questa unità complessa, cioè al CTRP (Complex Transition Relevance Place). Si potrebbe insomma presumere, in base alle teorie formulate fino ad oggi, che la difficoltà nella comprensione dei cambi di turno derivi dalle diversità delle strutture di alternanza e degli stili di conversazione tra la lingua di partenza e la lingua studiata.