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Marco POMPILI
La frammentazione e l'architettura. Osservazioni su aspetti ricorrenti nella rappresentazione e nello spazio architettonico Maki Fumihiko scrive a proposito dell'edificio Spiral: "la metropoli contemporanea è un ambiente frammentato che rinnova costantemente la sua vitalità proprio grazie al suo stato di frammentazione". Senza dubbio quello dello sviluppo per frammenti è divenuto nel corso degli ultimi dieci anni il modo di trasformarsi della maggior parte dei grandi centri urbani. Questo fenomeno, dovuto al graduale abbandono dei grandi piani urbanistici a favore di interventi puntuali e più circoscritti, ha reso più evidente in molte grandi città la tensione al modello policentrico e a una organizzazione della città per parti. La città tende a configurarsi come un insieme di eventi piuttosto che di forme stabili, mettendo in crisi di conseguenza molti di quei parametri conoscitivi ed estetici dell'architettura consolidatisi in Europa. Nel caso della città giapponese, e di Tōkyō in particolare, questa dinamica non costituisce però un elemento di novità. L'affermazione di Maki è utile proprio per dare evidenza a come, dato il contesto descritto, nella città giapponese sia possibile rintracciare relazioni specifiche tra morfologia urbana e architettura. La relazione mostra attraverso una serie di architetture di progettisti giapponesi realizzate tra il 1987 e il 2003 come lo stato di frammentazione dello spazio urbano produca non solo valori estetici di riferimento, trasformando così l'accezione negativa del termine frammentazione in qualità peculiare, ma informi le scelte metodologiche del progetto architettonico. È questo il caso del già citato edificio Spiral di Maki Fumihiko (1987), del Centennial Hall di Shinohara Kazuo (1987) o della casa unifamiliare di Sejima Kazuyo costruita recentemente a Tōkyō (2003). |
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