|
Paola SCALISE
Kaei di Ōoka Shōhei : Requiem dedicato a Sakamoto Mutsuko Si è inteso svolgere una ricerca sul significato del romanzo Kaei con riferimenti a Stendhal, al film pabstiano e al teatro wedekindiano. Kaei, ambientato nella vita notturna della capitale, è un requiem dedicato a una povera ma bella ombra, ovvero all'anima di un'altra Pia giapponese, Yōko o Mutsuko: sole innocente e puro attorno a cui girano i diversi pianeti, che a volte si avvicinano, a volte si allontanano, non per amore ma per denaro. Lo stesso titolo, Kaei (la penombra dei fiori), parafrasi di una poesia cinese, conferma quanto sia effimera la vita delle donne che lavorano nei locali notturni di Ginza, e simboleggia la volontà di morire della protagonista. Yokō, una giovane donna che lavora nei locali notturni a Ginza, non accetta la mezza felicità di cui bisogna accontentarsi. Oscillando tra la nostalgia del mondo di prima della guerra e le difficoltà del dopoguerra, decide di suicidarsi. Il modello per Yōko è forse una giovane entraîneuse, Sakamoto Mutsuko, ma Yōko è anche un'esponente del demi-monde, come Lulù di G.W.Pabst, e Ōoka non nasconde di essere stato un ammiratore della diva del cinema muto degli anni '20. Critici giapponesi affermano l'influenza del film pabstiano su Kaei e l'appartenenza del romanzo alla tradizione estetica del mono no aware. Quanto al motivo del suicidio della protagonista si conferma l'assenza di amore nella condizione umana, ma anche la volontà della donna — venuta meno la sua bellezza — di morire.
|
||||||||
|
|