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Roberta STRIPPOLI
Figure femminili nello Heike monogatari: costruzione, rivisitazione, ricezione Lo Heike monogatari (XIII secolo circa) è fittamente popolato da personaggi femminili, che spesso vantano un notevole sviluppo nella tradizione letteraria e teatrale dei secoli successivi, dal teatro nō, agli otogizōshi, al kōwakamai. Tre le figure prese in esame: Giō, Hotoke e Kogō, shirabyōshi accomunate dal loro rapporto travagliato con Kiyomori, lo spietato leader degli Heike. A servizio di uomini potenti, queste artiste elaborano interessanti strategie per imporre le proprie decisioni e mantenere il controllo del proprio destino. La storia ufficiale ha attribuito e spesso continua ad attribuire alle shirabyōshi e alle intrattenitrici in genere una posizione marginale nella società, basandosi su testi letterari in qualche modo interpretabili come condanne ai loro costumi sessuali. Tuttavia i documenti storici mostrano come le categorie alle quali esse appartenevano fossero riconosciute dalle istituzioni, e come queste donne difendessero la loro proprietà e i loro diritti ricorrendo a mezzi giuridici, non di rado vincendo cause contro avversari tradizionalmente ritenuti più influenti. Si analizza in che modo l'immagine di Giō e delle altre viene costruita dai vari testi dello Heike monogatari, con particolare attenzione al Kakuichibon, composto per la recitazione, e al Genpei jōsuiki, appartenente alla tradizione scritta. Lo scopo è di confrontare la loro posizione nello Heike con le informazioni forniteci dai documenti come i komonjo e da storie come l'Azuma kagami, e di avanzare delle ipotesi sulle ragioni che hanno motivato questo tipo di costruzione. Sono quindi prese brevemente in esame le variazioni dell'immagine di queste donne nel momento in cui vengono trasposte nelle opere del teatro nō. La loro presenza serve finalità nuove e conosce una diversa ricezione da parte dei fruitori a seconda dell'epoca e del genere letterario di appartenenza. |
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