Teresa CIAPPARONI LA ROCCA
Racconti di poche parole: dal setsuwa alla short-short story

Il Konjakumonogatarishū, raccolta di aneddoti (setsuwa) di tema prevalentemente buddhista databile al secolo XI, segna in Giappone l'inizio della "novella". Essa in qualche modo si era già mostrata, seppur sotto una forma ambigua mista di poesia, nelle composizioni che costituiscono il nucleo dell'opera Ise monogatari, ma è nella "sezione secolare" del Konjaku dedicata al buddhismo e ai suoi sviluppi in Giappone che guadagna uno status autonomo: lì sono infatti numerosi gli aneddoti né edificanti né didattici che meritano la definizione di pura narrativa. Da quei lontani inizi, come spesso accade per vari aspetti della cultura in Giappone, tale forma narrativa sviluppa una tradizione vitale sino ai giorni nostri. Non soltanto, infatti, il racconto breve è una delle forme espressive più significative nell'opera di Kawabata Yasunari del quale si possono ricordare i Racconti in un palmo di mano (Tenohira no shōsetsu), ma trova un recupero ancor più fedele alle sue origini nell'opera di Hoshi Shin'ichi, nella cui narrativa in forma di short-short story allo stesso confluisce e si fonde anche la tradizione americana.