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Laura MORETTI
Nise monogatari: il paradosso di una cultura che si trasforma conservando Il Nise monogatari, kanazōshi di era Kan'ei (1624-44), è stato fino a oggi considerato una "parodia" dell'Ise monogatari, generalmente etichettato come esempio di burlesco. Un'analisi testuale piü attenta mostra, però, che nel testo la parodia si attua a più livelli, in una sapiente alchimia di parodia minimale (mojiri), trasposizione, pastiche e parodia della veste grafica. Lo studio di queste tecniche ipertestuali intende presentare il Nise monogatari come uno degli esempi più interessanti del processo tale per cui la letteratura Edo ha saputo rinnovarsi paradossalmente nel rispetto della tradizione; per cui ha creato novità rielabonando il passato in una costante tensione tra la ricerca di un cambiamento della tradizione letteraria precedente e il bisogno di entrare a far parte della stessa. Questo atteggiamento estetico che, come dimostrano gli studi di Nakamura Yukihiko, trova applicazione in tutti gli ambiti della produzione artistica di periodo Tokugawa, dallo haikai alla narrativa, dal kabuki all'ukiyoe, ha origini ben più remote nello honkadori così come fu codificato da Fujiwara Teika e può essene riscontrato ancora alle soglie del terzo millennio in scrittori come Inoue Hisashi. Sarà allora riconoscendo l'essenza della parodia in ciò che Linda Hutcheon definisce "ripetizione con differenza", che potremo comprendere il percorso creativo che permea tutta la letteratura giapponese dalle origini fino a oggi, e che le ha permesso di incamminarsi verso il futuro mantenendo salde le proprie radici. |
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