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Giancarla SANDRI FIORONI
Trattato di amicizia e di commercio fra il regno d'Italia e l'Impero del Giappone Tra il 1860 e il 1870 in modo specifico tra Italia e Giappone si nota la ripresa delle relazioni che riveste per entrambi i Paesi un'importanza eccezionale. L'Italia compie la propria unificazione e il Giappone intraprende la propria modernizzazione politica. Roma diventa la nuova capitale del Regno d'Italia. In Giappone Tōkyō è la sede dell'Imperatore e di tutto il corpo diplomatico, politico e burocratico. L'avvento di questo trattato ha dimostrato l'interesse e l'ammirazione che già esisteva in Italia per il mondo nipponico, proprio all'inizio dell'apertura di questo Paese al mondo occidentale. Interessante è ricordare il comandante plenipotenziario Arminjon che ci dà pure uno schizzo storico-geografico del Giappone quale lui lo conosceva durante le fatidiche giornate in cui fu firmato il trattato. Da queste premesse nasce l'augurio che la simpatia reciproca e quanto oggi lega i due paesi, possa anche nel terzo millennio mostrarsi ricca di spunti di libertà e di pacifiche e fruttifere relazioni. |
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