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Giancarlo VIANELLO
Una lettura giapponese di Meister Eckhart Il millennio in cui stiamo per entrare si apre sotto il segno della globalizzazione, della circolazione cioè di merci, di capitali, di informazioni e di idee su scala planetaria. Si tratta di una cosa ben diversa dalla occidentalizzazione poiché i diversi soggetti culturali interagiscono su un piano di parità. Gli anni a venire saranno sempre più gli anni del dialogo e del confronto. Non solo tra i diversi sistemi culturali quali sono connotati attualmente, ma anche tra le loro radici storiche e spirituali. Per questo riveste un certo interesse la lettura critica che studiosi giapponesi — Ueda Shizuteru e Nanbara Minoru — hanno effettuato, preconizzando i tempi, sull'opena di Meister Eickart. Il Giappone, che partecipa sia della modernità sia della propria identità tradizionale, è la nazione che maggiormente si è posta il problema del confronto tra le due radici culturali e che sull'argomento ha scritto pagine che possono risultarci di estrema utilità. La lettura che due autori buddhisti fanno dell'opera del caposcuola della mistica renana offre spunti di grande originalità che rivoluzionano la tradizionale critica eckartiana. Il mio intervento si propone di recuperare tali contributi che in Italia, malgrado la loro attualità, sono ingiustamente poco noti. |
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