Valerio Luigi ALBERIZZI
Alcune considerazioni sui keishiki meishi e lo wakan konkōbun

Nel panorama della lingua giapponese, sia classica che moderna, i keishiki meishi rappresentano probabilmente una delle più complesse e sfuggenti categorie grammaticali. Con tale termine di solito si indica un morfema che, in combinazione con un modificatore delle parti invariabili del discorso, svolge funzione nominale non esprimendo il proprio significato reale. I documenti in cui tali elementi ricorrono come termini specifici sono principalmente le cronache o i testi redatti in hentai kanbun generalmente indicati con il nome di kiroku. Di fondamentale importanza si rivela l'analisi del loro ruolo in quelle forme ibride della lingua giapponese scritta che si sono avvicendate a partire dal periodo Insei di cui lo wakan konkōbun rappresenta l'archetipo. Le ricerche relative al lessico dello wakan konkōbun finora condotte si sono basate sulla consapevolezza che l'ibrido in questione fosse dato da una mescolanza di vocaboli appartenti alla letteratura in kana, al kanbun kundoku e allo zokugo, tuttavia, la mescolanza di questi soli elementi non pare adeguata a fornire una descrizione esaustiva del fenomeno. Infatti, se fosse possibile introdurre come elementi caratterizzanti la metodologia di indagine dello wakan konkōbun anche i cosiddetti kirokugo, diventerebbe ancor più facile dimostrare che il substrato su cui si è sviluppato tale buntai è costituito proprio dalla totalità dei filoni linguistici del precedente periodo Heian. Poiché da sempre la critica giapponese è stata concorde nel sostenere che i gunki monogatari possono essere assunti come modello di wakan konkōbun, ci si è proposti di affrontare un'analisi contrastivo-comparativa dei keishiki meishi, con particolare riferimento a quelli di tempo, dei tre principali gunki monogatari del periodo Kamakura, Heiji, Hōgen e Heike monogatari, nell'intento d'individuare alcune caratteristiche che permettano di definire concretamente il loro ruolo all'interno di questa forma della lingua giapponese classica scritta.