Daniela DE PALMA
Può una riforma risolvere i problemi del sistema educativo giapponese contemporaneo? "Non è questione di legge, ma di valori e di bisogni"

Attualmente il sistema educativo giapponese, come ha notato anche il prof. Mori nella sua relazione introduttiva al Convegno di S. Marino, presenta numerosi problemi. E sempre più ricorrente, infatti, anche sui mass media, il riferimento alla violenza nelle scuole, al bullismo, ai suicidi giovanili, alla prostituzione delle studentesse, al rifiuto da parte dei bambini delle scuole elementari e medie di frequentare la scuola, all'inferno degli esami, soprattutto quelli di ammissione all'università. Da anni, e soprattutto dagli anni del governo Nakasone, si è discussa la necessità di una riforma del sistema educativo, e di recente, a causa del netto peggioramento della situazione, tale esigenza sembra divenuta improrogabile. I progetti di riforma preparati dal Ministero dell'Educazione sembrano estremanente innovativi (abolizione degli esami tra scuola di primo e secondo grado, alleggerimento degli esami per l'accesso all'università, maggiore spinta all'individualismo e alla globalizzazione), ma nello stesso tempo mirano a sottolineare la consapevolezza, nei giovani, dei valori giapponesi e dell'appartenenza alla nazione. In un momento in cui i cambiamenti nell'arcipelago del Sol Levante appaiono incontestabili, ma non è altrettanto chiaro dove porteranno il paese, il settore educativo, in virtù della sua valenza per il futuro della società, potrebbe offrirci interessanti indicazioni.