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Bonaventura RUPERTI
La citazione dal nō nello haikai. Da Matsunaga Teitoku a Nishiyama Sōin L'affermazione definitiva dello haikai come forma poetica autonoma rispetto al renga avviene nel periodo Tokugawa con la formazione della scuola di Matsunaga Teitoku (1571-1653), il Teimon. Lo haikai no renga di epoca Muromachi, rappresentato da Yamazaki Sōkan (morto intorno al 1540) o da Arakida Moritake (1473-1549), viene rielaborato e riformulato secondo stile e concezione nuovi. In particolare, sul piano compositivo, il Teimon attribuisce grande rilievo alla conoscenza dei classici alla cui comprensione e divulgazionc molti esponenti si dedicano attivamente con la pubblicazione di studi e commentari. In questo ambito, la citazione e il rinvio al patrimonio comune della letteratura diviene uno dei procedimenti privilegiati di una poesia fondata sulla parodia e sul gioco di parole ai fini di un umorismo leggero che rasenta la maniera. A tale approccio creativo moderato si opporrà, con la pratica e con un ampio dibattito teorico-critico, la scuola Danrin che fa capo a Nishiyama Sōin (1605-82), portavoce di uno stile che introdurrà metodi parodistici più innovativi e liberi, con effetti umoristici suscitati da più radicali e violenti accostamenti di colto e volgare. Nel contempo, tra le fonti principali di riferimento dei procedimenti di honkadori e honsetzu, ripresi dalla lunga tradizione poetica dello waka, sempre maggiore rilevanza viene ad acquisire la citazione dagli yōkyoku, i testi dei drammi nō, che alimenteranno giochi intertestuali molteplici i cui modi ed effetti si è tentato di indagare. |
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