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Giancarlo VIANELLO
II concetto di tempo in Dōgen Dōgen è di sicuro uno dei personaggi più rappresentativi del pensiero buddhista giapponese. Le sue elaborazioni su temi quali la natura illuminata, lo spazio e il tempo, la pratica meditativa, la morte risultano centrali nello sviluppo della identità culturale nipponica. Di particolare interesse risultano le sue speculazioni sul concetto di tempo che riprendono le concezioni sull'argomento del buddhismo originario e delle scuole logiche per adattarle alla sensibilità dello zen. Soprattutto la nozione di uji (l'identità di essere e di tempo, cioè la coappartenenza del tempo e di ogni singola creatura) e quella simmetrica di muji (l'identità di tempo e di vacuità) rappresentano elementi in grado di capovolgere, pur nella più fedele continuità con la tradizione buddhista, l'idea del rapporto tra l'individuo e l'assoluto. Infine una rilettura del concetto di tempo in Dōgen diventa di particolare interesse perché coinvolge parecchie assonanze con la filosofia occidentale contemporanea — in primo luogo Heidegger — e permette un confronto costruttivo tra il pensiero d'Oriente e quello d'Occidente, come è già stato sottolineato dalla scuola di Kyōto e soprattutto da Abe Masao. Sia nel buddhismo di Dōgen sia nell'itinerario speculativo di Heidegger emerge la coscienza che la realtà ontologica, considerata sul versante dell'essere o su quello del nulla, è strettamente connessa con la dimensione temporale. Proprio questa connessione si rivela come l'aspetto fondante di una più incisiva percezione del reale. |
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