Valerio Luigi ALBERIZZI
Problemi di tassonomia dei diatipi della lingua classica scritta: lo hentai kanbun

Contrariamente a quanto si può ritenere, gli studi sui buntai, le forme della lingua giapponese scritta, sono piuttosto recenti e i diversi schemi di classificazione proposti sono il risultato della ricerca condotta a partire dalla seconda metà del XIX secolo da un ristretto numero di studiosi. I diversi tipi di approccio finora presentati tendono però a considerare solo parzialmente quell'ampia gamma di forme ibride che si sono avvicendate nel corso della storia della lingua scritta quali hentai kanbun e wakan konkōbun. A ben vedere, infatti (a dispetto delle differenze semantiche e di contenuto sottointese dai due composti), per la natura stessa dei termini che di fatto possono indicare qualsiasi stile misto sino-giapponese, questi sono stati usati con il più ampio ventaglio di significati e con le più diverse accezioni. Com'è noto i giapponesi appresero la scrittura cinese a partire dal V secolo, grazie a studiosi per lo più di origine coreana, circa due secoli prima dello sviluppo di una forma di scrittura autoctona. A dispetto dei problemi di datazione, i vocaboli e le espressioni del kanbun iniziarono a essere utilizzati in Giappone senza subire modificazione alcuna e la forma scritta così ereditata sarà considerata, fino alla prima parte dell'epoca moderna, lo stile formale per eccellenza. Tuttavia, poiché il cinese differiva profondamente dalla lingua autoctona quanto a organizzazione fonetica e strutturale, l'adozione dei suoi caratteri come sistema di scrittura comportò l'insorgere di numerosi problemi di adattamento. Gli studi cinesi e l'abilità dei funzionari di redigere testi corretti, sia dal punto vista sintattico che lessicale, raggiunse l'apice nei primi anni del IX secolo per poi declinare progressivamente con l'interruzione delle missioni diplomatiche ufficiali nell'894. Pertanto, la produzione di scritti cinesi in Giappone risultò progressivamente corrotta da lessico e costruzioni autoctoni dando origine a una nuova forma scritta ibrida che si sviluppò come un'entità separata. Verso la fine del periodo Heian (794–1185) il cosiddetto hentai kanbun divenne il modo dominante di espressione scritta formale raggiungendo uniformità e maturità come stile scritto. Di uso più pratico rispetto alla corretta forma continentale conservava al tempo stesso una dignità maggiore rispetto agli scritti giapponesi in kana. Il termine hentai kanbun è stato impiegato per indicare un'ampia varietà di stili sinizzanti che vanno da forme di cinese scritto lievemente agrammaticali a una lingua che presenta una forte componente di lessico e sintassi autoctoni. La lingua dello Azuma kagami, gli annali del bakufu di Kamakura, è generalmente considerata l'archetipo della sua forma matura e, pertanto, il termine Azuma kagamitai, analogamente a kirokutai, è usato a volte come sinonimo di hentai kanbun. Si è cercato pertanto di ripercorrere il processo di formazione di questo ibrido, attraverso l'analisi delle differenze dal punto di vista sintattico e contenutistico tra i diversi termini utilizzati per designare questo complesso buntai.