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Cristina GENTILI
La democrazia Taishō: un dibattito storiografico ancora aperto Questa ricerca è stata originata dalla curiosità di analizzare potenziale e limiti di quel regime prebellico giapponese noto come "democrazia Taishō" o "liberalismo degli anni Venti", e dal desiderio di cercare una risposta al quesito che ormai ricorre frequentemente in sede di dibattito storiografico: "Quanto fu democratica la democrazia Taishō?" Partendo dal presupposto che il fenomeno "democrazia", pur esplicandosi con maggior evidenza in politica, non si può però considerare limitato esclusivamente a tale campo, la ricerca, dopo aver esplorato i tratti salienti della politica giapponese del periodo 1905-32, tratta i profondi legami che essa ebbe con il contesto economico, sociale e culturale di riferimento. La democrazia Taishō emerge come un costante alternarsi di due tendenze di pari intensità, regolata dal compromesso finché ciò fu possibile. In questi anni fiorirono i partiti liberali, il movimento democratico, le associazioni sindacali, i partiti radicali, ma videro la luce anche le prime organizzazioni di destra in ambito sia governativo sia eversivo; si raggiunse la meta dei gabinetti di partito, ma poi questi stessi bloccarono l'accesso delle masse alla gestione del potere; la politica estera fu in bilico costantemente fra ricerca di riconoscimenti internazionali e spinte imperialistiche; il boom economico si tradusse in un generale miglioramento delle condizioni di vita, ma il divario città-campagna si acuì pesantemente, così come il divario fra capitalisti privilegiati e piccola e media impresa; il mondo della cultura fu protagonista di una fioritura senza precedenti, ma parallelamente l'intellettuale disadattato e isolato divenne una figura a tutti nota. Nell'ambito di questa analisi, un rilievo particolare hanno occupato le diverse interpretazioni date dagli storici sul fenomeno in questione, a conferma di quanto del concetto di democrazia non esista una definizione universalmente riconosciuta come valida ma tante interpretazioni che rispecchiano luoghi e tempi di chi le esprime. In definitiva si è rintracciata nella contraddittorietà di fondo di un Giappone preso fra passato e futuro, fra Oriente e Occidente, fra tradizione e modernità, la caratteristica peculiare di una democrazia giapponese prebellica che fu caratterizzata al tempo stesso dal boom dei movimenti in difesa dei diritti civili e politici e da movimenti e tendenze profondamente antidemocratiche, ed è stato attribuito a tale contraddittorietà un ruolo determinante, anche se non esclusivo, nella nascita di interpretazioni storiografiche talvolta persino diametralmente opposte. |
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