Giancarlo GIOVANELLI
Il pensiero e l'azione di Senō Girō tra le due guerre mondiali

La vita e il pensiero di Senō Girō (1889-1961), monaco della setta Nichiren, particolarmente attivo nei primissimi anni Shōwa, è l'argomento qui trattato. Fortemente critico nei confronti sia del clero buddista sia del sistema politico è stato un personaggio atipico nel contesto storico in cui ha operato. Dopo aver preso i voti (1915) lo scopo principale della sua azione consistette nel tentativo di portare cambiamenti nell'ambito del buddismo giapponese. Più tardi, dopo l'esperienza avuta con i mezzadri e fittavoli della provincia di Yamanashi si aggiunse la volontà di riformare la società giapponese. Nel 1931, pochi mesi prima dell'impegno militare giapponese in Cina (incidente manciuriano), fondò un gruppo aperto ai giovani di tutte le sette buddiste. Col passare del tempo l'attività del gruppo si rivolse sempre più verso il sociale: sostegno del movimento dei lavoratori e del movimento per la liberazione dei burakumin. Il suo pensiero è basato sul muga, vero fondamento ideologico della sua azione religiosa, politica, sociale, e infatti Senō parla di mugaizumu. Dopo l'incidente del 26 febbraio 1936, nonostante la sua estraneità ai fatti, fu arrestato e detenuto per circa un mese. Dopo il rilascio continuò a lottare come buddista assieme a contadini, lavoratori e intellettuali sottolineando l'importanza della formazione di un fronte popolare antifascista. Tuttavia il 7 dicembre venne di nuovo arrestato perché accusato di ricostituzione del partito comunista. Questo episodio segnò la fine della sua attività.