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Ikuko SAGIYAMA
Pratiche di riscrittura: l'affermazione e l'evoluzione degli utamakura Il termine, oggigiorno usato per indicare soltanto i toponimi resi celebri dalla poesia, anticamente aveva un'accezione più ampia del lessico aulico, simile, quindi, a utakotoba. La formazione di tale koiné poetica corrisponde alla presa di coscienza della potenzialità delle parole come codici linguistici carichi di suggestività (ossia l'indipendenza del linguaggio poetico). L'origine di utamakura risale, tuttavia, al periodo del Man'yōshū. Lo sdoppiamento del significato attraverso l'omofonia, che si nota di frequente nel jokotoba dalla connessione fonetica, costituisce una matrice di utamakura. La sua affermazione, inoltre, si ottiene da un metodo di "citazione" del tutto paragonabile a honkadori. Lo utamakura, in cui vengono condensati il fattore umano e l'immagine del mondo esterno, esercita la facoltà di presiedere un intero discorso poetico, richiamando a sua volta i termini correlati come engo. La funzione dello utamakura è rilevante anche nella prosa: esso infatti si presta come uno strumento del congegno narrativo. Asi è qui cercato di tracciare tale processo di evoluzione di questo lessico poetico e, riferendosi particolarmente all'utamakura nel senso stretto (toponimico), si è tentato anche un approccio al mutamento della visione della natura riscontrabile nel waka. |
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