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Roberta STRIPPOLI
Il peccato della letteratura e il sogno: una lettura del Sarashina nikki Il Sarashina nikki narra le memorie di una donna vissuta nella prima metà dell'XI secolo e conosciuta come la figlia del nobile di medio rango Sugawara no Takasue. È la storia di una giovane e della sua passione per i monogatari, un attaccamento estremo che la protagonista retrospettivamente identifica con la causa delle numerose sventure che segnano la sua vita. Nello sfrenato desiderio di nuove storie da leggere, la giovane trascura i suoi obblighi religiosi, ignorando di proposito una serie di avvertimenti che le giungono sotto forma di sogni, messaggi inviati dalle divinità e dai buddha, che in quest'opera giocano un ruolo decisamente centrale. Con la maturità la protagonista sarà in grado di distaccarsi dai suoi frivoli (e pericolosi) passatempi letterari per dedicarsi ai propri doveri sociali e religiosi. Si è tentata qui un'analisi dell'atteggiamento negativo espresso nel Sarashina nikki nei confronti di quella che oggi chiamiamo letteratura (in particolare degli tsukurimonogatari, che raccontano storie inventate) collocando questo atteggiamento in un più vasto discorso, sviluppato da varie fonti Heian e medievali, che vede la produzione e fruizione letteraria come peccato, come causa di allontanamento dalla religione e dalla morale. |
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