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Valerio Luigi ALBERIZZI
Introduzione alle strutture sintattiche dello wakan konkōbun Sebbene si possa affermare che con la ricerca di Nagazumi Yasuaki (1908-1995) la descrizione dei cosiddetti "aspetti dinamici dello wakan konkōbun" abbia raggiunto ottimi risultati, in quanto illustra dettagliatamente le motivazioni storico-sociali che portarono alla creazione di una nuova forma della lingua scritta a partire dal periodo Insei (1085-1185), lo stesso non si può purtroppo dire circa gli studi che si propongono di analizzare in concreto, da un punto di vista linguistico, lo wakan konkōbun come buntai della lingua giapponese. A tutt'oggi non sono note ricerche analitiche sull'argomento (cosa che invece avviene per gli altri principali buntai) e gli stessi studiosi giapponesi, basandosi quasi esclusivamente sulla descrizione teorica di Nagazumi, pur riconoscendo il grande ruolo svolto da questo fenomeno nel processo di formazione della lingua nazionale moderna, non sono ancora riusciti a fornirne una descrizione completa ed esauriente. La difficoltà di classificazione, certamente dovuta alla natura ibrida della forma scritta, ha così favorito il vivace dibattito relativo allo wakan konkōbun e, sebbene la tendenza generale sia quella di sostenerne l'esistenza, a partire dagli anni ottanta sono state avanzate anche teorie volte a negarne il ruolo di buntai della lingua giapponese. La spiegazione ritenuta più valida è quella che considera lo wakan konkōbun come una particolare forma scritta ibrida, sviluppatasi a partire dal periodo Insei che, basandosi sulla sintassi dello wabun e del kanbun kundoku di epoca Heian, presenta nel proprio contesto elementi tipici di questi due particolari buntai, integrandoli con i cosiddetti zokugo, ed elementi dello hentai kanbun. Lo wakan konkōbun sarebbe pertanto un buntai dotato di caratteristiche peculiari tali da permettergli di essere annoverato tra le altre forme tipiche della lingua giapponese scritta quali wabun, kanbun e hentai kanbun. Poiché da sempre la critica giapponese è stata concorde nel sostenere che i gunki monogatari possono essere assunti come modello di wakan konkōbun, presento un'analisi volta all'individuazione di alcune peculiarità a livello sintattico-grammaticale nei tre principali gunki monogatari del periodo Kamakura, Heiji, Hōgen e Heike monogatari, nell'intento d'individuare alcune caratteristiche che permettano di definire concretamente questa forma della lingua giapponese classica scritta. |
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