Katja CENTONZE
La ribellione del corpo di carne nel butō

Questo studio vuole prendere in esame l'intento originario di rivoluzione scenica della danza butō, focalizzando l'attenzione su alcuni principi del pensiero e della pratica coreutica di Hijikata Tatsumi, fondatore insieme a Ōno Kazuo di questo fenomeno artistico nato alla fine degli anni '50 e oggi diffuso a livello internazionale. Prendendo come punto di riferimento il titolo simbolo Hijikata Tatsumi to nihonjin – Nikutai no hanran (Hijikata Tatsumi e i giapponesi – La ribellione del corpo), performance ideata e messa in scena da Hijikata nel 1968, i punti su cui verte l'indagine sono: l'archeologia dell'identità giapponese (che riserva un occhio di riguardo alla realtà dei risicoltori del Tōhoku) attraverso la ricerca corporea; il concetto di nikutai, vale a dire il "corpo di carne" scevro di imposizioni semantiche e relegato alla sfera istintuale; la concezione della realtà metamorfica dei corpi, espressa attraverso i concetti di narushintai, il corpo in divenire, e di kanōtai, i corpi possibili o corpi in potenza. In questo caso la politica coreutica risulta di tipo decostruttivo: il movimento della danza viene scomposto e ridotto alle sue istanze fondamentali. Il danzatore deve concentrare intorno a hokō (il camminare) e tatsu (lo stare in piedi) la sua presa di coscienza del corpo collocato nello Spazio/Tempo. Secondo Hijikata il corpo giapponese è un corpo anarchico che si deve poter esprimere sulla scena attraverso libere sperimentazioni. Quindi, la rivolta del nikutai dovrebbe essere ribellione a un decalogo, a una codificazione, alla Forma cogente di natura aprioristica, a cui obbedivano, invece, le tecniche coreutiche provenienti dall'Occidente (danse d'école, modern dance). Ma, come osserva il critico Shibusawa Tatsuhiko, con la "simbolizzazione del nikutai", compare, comunque, in Hijikata la forte tendenza a conferire una grande importanza alla Forma stessa.