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Cristiano MARTORELLA
Il concetto giapponese di economia: le implicazioni sociologiche e metodologiche L'economia giapponese è stata oggetto di ampi studi, sollecitati dall'interesse di comprendere le cause del sorprendente sviluppo del dopoguerra che ha portato il Giappone ad assurgere a seconda potenza mondiale. Ma più le indagini si facevano particolareggiate, maggiori erano le differenze di interpretazione di carattere storiografico, sociologico ed economico. Tanto che si può affermare che la descrizione di un modello economico giapponese, se accettiamo l'ipotesi di una sua esistenza, si pone come problematica e necessaria di un preventivo studio metodologico. Per far ciò dobbiamo porre sotto analisi la scienza sociologica e capire in quali punti e per quali motivi si è dimostrata debole. Ci pare che in tal caso sia fruttuoso riprendere gli insegnamenti di Max Weber per la comprensione (verstehen) dei fenomeni sociali ed economici. Intendiamo, quindi, tentare di descrivere l'agire razionale che dovrebbe essere alla base delle scelte economiche giapponesi, e individuare i rapporti di interazione fra i modelli di pensiero, la struttura sociale e l'economia. A questo punto è necessario soffermarci sul concetto di razionalità e mettere in luce una questione cruciale. Infatti non dobbiamo dare per scontato che la definizione di razionalità occidentale corrisponda a quella giapponese. Per avere una risposta soddisfacente è necessario cercare nelle opere dei filosofi giapponesi del Novecento che hanno insistito su questo punto specifico, in particolare Nishida Kitarō, Miki Kiyoshi, Tanabe Hajime, Takahashi Satomi, Mutai Risaku e Watsuji Tetsurō. Secondo questi autori la logica giapponese non corrisponderebbe alla logica occidentale. Se così fosse, dovremmo ridefinire il concetto di razionalità. Per fortuna ci vengono in aiuto i molti lavori raccolti dagli studiosi in questi anni. Sembrerebbe che la sostanziale differenza della gestione delle fabbriche giapponesi comporti schemi logici differenti. Soprattutto è stata l'opera di Ono Taiichi, inventore del "Toyota Production System", a insistere sull'enorme differenza concettuale nella gestione delle fabbriche giapponesi. Questo farebbe presupporre che sia possibile integrare in un solo modello il pensiero, la società e l'economia del Giappone. |
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