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Aldo TOLLINI
Testo e significato: strategie particolari di scrittura nel Man'yōshū L'antologia di poesie del Man'yōshū è scritta usando i caratteri cinesi in forme estremamente complesse e con risvolti creativi. Poiché contribuisce in modo determinante a formare il valore semantico globale del testo, la scrittura è un elemento importante per l'interpretazione del Man'yōshū. Lo studio dell'uso dei caratteri (yōjihō) ha una storia che risale al periodo Edo quando i kokugakusha affrontarono l'interpretazione dei testi antichi, ed è tuttora un campo di studio vitale tra i linguisti giapponesi moderni. Tra le strategie più interessanti e suggestive dell'uso dei caratteri del Man'yōshū vi è sicuramente lo henjihō. Esso ha delle caratteristiche in comune con il gisho e il gikun, il cosiddetto uso "rebus" dei caratteri, ma se ne distingue per una maggior rilevanza sul piano semantico. In origine, lo henjihō è l'uso di varianti di caratteri, ossia la scrittura con caratteri diversi per una stessa lettura, oppure, più in generale, un uso di caratteri non conforme a quello normalmente corrente. L'oggetto di questo studio è l'aspetto più interessante del fenomeno dello henjihō, cioè la possibilità, frequentemente riscontrata nel testo, di produrre espressioni con un doppio livello di significato, uno derivato dal testo orale e l'altro dal testo scritto. Sono presentati esempi per mostrarne il funzionamento concreto e affrontato il meccanismo linguistico che permette la doppia valenza semantica. Infine, si propone un tentativo di classificazione sulla base di parametri oggettivi. |
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