Maria Giusi LUPRANO
Marginalità e spazio in Fushi di Nakagami Kenji

Il testo analizza le strategie di rappresentazione della marginalità, dell’abiezione e della salvezza messe in atto da Nakagami Kenji. È preso in esame il racconto Fushi (1980) di cui sono illustrati sia i temi sia la struttura narrativa, con una premessa dedicata al raffronto con uno dei pre-testi evocati da Fushi, ovvero Kōya hijiri di Izumi Kyōka. L’analisi del protagonista, anch’egli uno hijiri, serve ad affrontare il tema della marginalità e per approfondire lo studio su Kumano, l’ambientazione in cui si muovono i personaggi del racconto, non più luogo reale né sfondo per i protagonisti, bensì esso stesso topos, uno tra i più cari all’autore, un luogo periferico, uno spazio letterario atemporale asservito a fini di esigenze estetiche e concettuali. Per lo scrittore, Kumano rappresenta lo spazio dell’“eccesso”, un doppio antitetico rispetto alla vicina Kyōto, l’antica capitale simbolo del potere e dei dettami culturali egemoni. Le tecniche narrative messe in atto dallo scrittore mirano a provocare un effetto affabulatorio destinato a distruggere una lettura lineare, univoca e agevole da parte del lettore. Si è quindi cercato di dimostrare come Nakagami intenda offrire un’ottica diversa proprio a partire dalle modalità di scrittura, da quella area liminale che è Kumano e dalla decostruzione delle tradizioni testuali.