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L'italiano per lo studio e per il successo scolastico

2.4. Il rapporto tra L1 e L2


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Abbiamo giÓ citato la nozione di bilinguismo additivo come fonte di arricchimento della personalitÓ del parlante: numerosi studi hanno ormai dimostrato che un parlante bilingue riceve da questa sua condizione vantaggi cognitivi, metalinguistica, comunicativi.

Di fronte per˛ ai risultati contrastanti di alcune ricerche in merito, Cummins ha elaborato due ipotesi che potessero spiegare queste discrepanze e spiegare il complesso legame tra sviluppo della lingua materna e della lingua seconda, e tra padronanza linguistica e abilitÓ cognitive: l’ipotesi del livello soglia e l’ipotesi dell’interdipendenza, i cui assunti di base sono strettamente legati e le cui conseguenze hanno importanti ricadute sul percorso scolastico degli allievi stranieri.

L’ipotesi soglia vuole spiegare i risultati contrastanti di una serie di ricerche riguardanti la relazione tra bilinguismo e sviluppo cognitivo: Cummins ipotizza che esista un livello soglia di competenza comunicativa  in entrambe le lingue di un bilingue che permette lo sviluppo delle abilitÓ cognitive superiori.

Esiste quindi un livello di padronanza che va raggiunto sia in L1 che in L2 per permettere ai bilingui di massimizzare gli stimoli cognitivi e linguistici che ricevono dall’ambiente e dalla scuola; al contrario, uno studente straniero al quale Ŕ stato permesso di raggiungere solo un basso livello di alfabetizzazione in una delle due lingue, vede diminuire la sua capacitÓ di ottenere risultati soddisfacenti dall’istruzione: uno sviluppo costante di entrambe le lingue Ŕ dunque alla base della crescita linguistica e cognitiva.

L’ipotesi dell’interdipendenza presuppone invece che, data una sufficiente competenza in entrambe le lingue (livello soglia), ci˛ che viene appreso attraverso una lingua Ŕ trasferibile nell’altra lingua.

Questa ipotesi contrasta la visione, condivisa da molti, della padronanza linguistica dei bilingui vista come la coesistenza di due meccanismi separati, nei quali l’aumento della competenza in una lingua fa diminuire la competenza dell’altra lingua.

Cummins visualizza questo principio nell’immagine del doppio iceberg: sono gli aspetti di superficie delle due lingue ad essere differenziati, ma ad entrambe le lingue sono comuni gli aspetti pi¨ profondi, legati allo sviluppo cognitivo e al successo scolastico, che possono essere travasati da una lingua all’altra, conservati in un magazzino comune che le fa funzionare tutte e due.

Se per˛ una delle due lingue non Ŕ sviluppata fino al livello soglia, e ad un parlante straniero viene chiesto di utilizzarla in compiti cognitivamente impegnativi, le competenze immagazzinate a livello profondo non possono essere attivate, e quindi il compito diviene un ostacolo insormontabile: torna qui la distinzione tra BICS e CALP.

L’importante conclusione che si pu˛ trarre dalle ricerche e dalle speculazioni di Cummins, e di tutti coloro che hanno lavorato in questi ultimi decenni sulle sue teorie, Ŕ che non Ŕ la condizione di bilinguismo a costituire un vantaggio in sÚ, ma determinati rapporti tra la competenza in lingua materna e quella in lingua seconda.

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