La maggior parte dei Tamil residenti in Italia proviene dallo Sri Lanka. La loro presenza in Italia è caratterizzata da tre realtà ben distinte. Da un lato, ci sono Tamil che vivono isolatamente o in piccolissimi gruppi in varie zone italiane, giunti nel nostro paese per cercare lavoro (alcuni sono ingegneri ed informatici che vengono a fare un periodo di esperienza lavorativa in Italia) e, in genere, con prospettive di soggiorno piuttosto brevi. Dall’altro, ci sono i Tamil che appartengono a ordini religiosi cattolici (sono soprattutto suore) e che vivono in conventi e parrocchie italiane. Dall’altro lato ancora, ci sono le comunità, insediamenti anche molto numerosi di Tamil (spesso provenienti dallo Sri Lanka) che in genere comprendono persone che hanno prospettive di soggiorno molto lunghe, talvolta anche definitive. In Italia ci sono alcune comunità tamil di dimensioni piuttosto rilevanti. Una delle più importanti è situata a Bologna. Altre sono localizzate a Torino, Napoli, Reggio Emilia e Palermo. Per ovvi motivi di vicinanza, ci sono rapporti piuttosto stretti soprattutto fra i Tamil residenti a Bologna e quelli di Reggio Emilia.
15.1 La comunità di Bologna
La comunità di Bologna è una tra le comunità tamil più importanti e attive presenti su territorio italiano. In quanto oggetto di uno studio protrattosi per un anno (2002-2003) la maggior parte dei dati riportati in questa sezione sono stati raccolti tramite una ricerca sul campo all’interno di questa comunità2. Anche le altre comunità hanno, tuttavia, caratteristiche molto simili.
La comunità tamil di Bologna è costituita da 80-90 persone fra uomini, donne e bambini. Gli uomini rappresentano circa il 70 % della comunità, le donne il 20% e i bambini il 10%. Tutti i Tamil di Bologna provengono dallo Sri Lanka, molti di loro sono originari di Jaffna, una città che si trova nell’estrema punta nord dell’isola. La comunità di Bologna si è costituita circa 12-13 anni fa, quando è arrivato in città il primo consistente numero di immigrati tamil. Da allora, la comunità si è andata espandendo (tuttora continuano ad arrivare nuovi immigrati, soprattutto le mogli di persone che già abitano a Bologna), anche se non sono mancati casi di trasferimento in altre città italiane o europee da parte di alcuni membri. Per quanto riguarda le occupazioni, gli uomini lavorano fuori casa, svolgendo attività piuttosto umili ma di vario genere, dal badante, al commesso, al commerciante di frutta e verdura, al metalmeccanico, all’operaio. Le donne sono per lo più casalinghe, poche svolgono anche un’attività fuori casa, ad esempio la badante.
Essendo la comunità di Bologna piuttosto piccola, tutte le persone che la costituiscono si conoscono e hanno per lo più rapporti l’uno con l’altro (molti giovani si ritrovano ad esempio la domenica pomeriggio a giocare a calcio in un parco della città). Non abitano però tutti nello stesso quartiere. Fino a due anni fa c’era nel gruppo una figura leader, Ravi, che costituiva il punto di riferimento per tutti i Tamil di Bologna. Ravi organizzava gli incontri, gestiva i problemi all’interno della comunità, si preoccupava di mantenere l’unità all’interno del gruppo. Trasferitosi a Londra, è venuta a mancare una figura cardine. Stanno attualmente emergendo altre nuove figure dalla forte personalità che prendono le iniziative all’interno della comunità. Le riunioni fra tutti i Tamil di Bologna sono a cadenza annuale, periodicamente invece vengono organizzate manifestazioni a carattere culturale, con canti, balli e rappresentazioni in costumi tipici tamil, a cui partecipano anche i membri della comunità di Reggio e talvolta anche alcuni italiani. Durante queste manifestazioni vengono offerte specialità della gastronomia tamil.
I Tamil sono molto legati alla loro cultura d’origine. Entrando nelle loro case, si trova sempre un film tamil che scorre in televisione o uno stereo che diffonde musica tamil, collezioni di romanzi rigorosamente scritti in tamil, foto di amici e parenti, oggetti ornamentali e ricordi del proprio paese. I Tamil cercano in ogni modo di non perdere le loro tradizioni, pur vivendo da molto tempo lontani dalla propria patria. Pochi di loro hanno infatti la possibilità di tornare periodicamente in Sri Lanka (molti lo hanno fatto una volta sola in 10 anni di soggiorno in Italia).
Da più di 5 anni è stato istituito un corso di lingua tamil per i bambini della comunità che, essendo nati in Italia o arrivati qui da piccolissimi, corrono il rischio di dimenticare la loro lingua d’origine. Il corso si svolge per sette ore a settimana, il sabato pomeriggio e la domenica mattina, e viene tenuto da due connazionali.
La maggior parte dei Tamil di Bologna sono di religione induista. Non essendoci a Bologna un tempio indù, il culto viene praticato per lo più individualmente o a livello familiare. Non è raro infatti vedere nelle case altarini con immagini degli dei del Pantheon induista, con offerte votive e fiori. Talvolta vengono organizzate feste religiose presso il tempio indù di Savona, dove ogni anno viene celebrato Ganesha, il dio indù della fertilità e dell’abbondanza.
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