Eros Baldissera
Il dizionario di arabo


 

Premessa
Il successo del nostro Dizionario compatto ci ha fatto supporre la presenza di un certo numero di persone interessate alla lingua araba, con l'esigenza di uno strumento che ne ricalcasse il modello incrementandone il lessico e dando nel contempo un certo spazio alle locuzioni esplicative, specie nel senso italiano-arabo. Da qui l'idea di fornire un'opera maggiore a chi possa essere ulteriormente motivato nell'approfondimento della "lingua del Dad", ben consci di non poter offrire uno strumento completo (impossibile per tutte le lingue e particolarmente per l'arabo), tuttavia con l'ambizione di comprendere la maggior parte della terminologia dei testi e degli ambiti moderni.

La lingua araba
L'arabo è veicolo di comunicazione di circa 300 milioni di arabofoni che vedono in quella lingua l'unico motivo di una loro fortissima comune identità essendo numerose le popolazioni, le etnie, le razze che dal Golfo all'Oceano, dall'Iràq alla Mauritania ne costituiscono la realtà. Il fatto poi di essere "la più nobile delle lingue", il verbo sacro in cui si esprime l'islàm e l'imprescindibile strumento per capirlo, fa dell'arabo la lingua "liturgica" di oltre un miliardo di musulmani in tutto il mondo.

È la lingua ufficiale dei 22 paesi che aderiscono alla Lega araba. Da oriente a occidente essi sono in Asia: Kuwait, Bahrein, Qàtar, Emirati Arabi Uniti, Omàn, Yèmen, Arabia Saudita; Iràq, Siria, Giordania, Libano; nel Nordafrica: Egitto, Sudàn, Gibuti, Somalia, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco, Mauritania. Il 21° membro è l'Autorità Nazionale Palestinese che rappresenta quella popolazione. E dal 1993 lo Stato africano delle isole Comore si è aggiunto quale 22° membro.

L'arabo è anche una delle sei lingue ufficiali delle Nazioni Unite e la seconda lingua in vari paesi islamici fra cui l'Iràn e il Pakistàn.

Com'è noto, la lingua araba è pressoché da sempre soggetta al fenomeno della diglossia, cioè alla separazione tra la lingua ufficiale per lo pi scritta e nel suo complesso comune a tutti i paesi succitati e le diverse parlate locali, alquanto discordanti le une dalle altre. In quella lingua scritta, evoluzione ma non troppo della lingua del messaggio coranico, si esprimono la letteratura araba moderna, la pubblicistica, l'editoria in generale e la burocrazia.

Il dizionario
Quale arabo?
La varietà d'arabo considerata in questo dizionario è per lo più quella che abbiamo testé presentata come "ufficiale", internazionalmente nota come Modern Standard Arabic (MSA), che potremmo definire come l'arabo formale scritto e parlato con varianti poco significative attraverso tutto il Mondo arabo contemporaneo, chiamato dagli Arabi al-`arabiyya al-fushà, tradotto talvolta, impropriamente, "l'arabo classico", o, meglio, "l'arabo letterario", contrapposto a al-`arabiyya al-`ammìyya, "l'arabo comune, popolare". Perché vien d'uopo ribadire quanto appena suaccennato e cioè che l'MSA non è usato nella lingua di tutti i giorni, ma è il linguaggio dei mass-media, della vita intellettuale e della letteratura, della maggior parte delle trasmissioni radio e televisive e del cinema. È l'arabo insegnato in tutte le scuole e lingua franca dei musulmani colti di tutto il mondo. Una buona base di MSA permette di accostarsi facilmente a ciascuna delle numerose varietà d'arabo colloquiale diffuse in ogni dove di quel Mondo quale unico mezzo di comunicazione nelle situazioni informali.
Scopo di questo dizionario è di fornire il lessico di questo linguaggio comune, cercando di coprire la maggior parte degli argomenti di carattere letterario, sociale, politico, economico. Esso comprende anche una certa terminologia tecnica, non sempre però uniformemente usata e assodata in tutto l'orbe arabofono e sottolineando che nella tecnologia si usano per lo più come ovunque i termini inglesi trascritti, malgrado gli sforzi delle varie Accademie della lingua araba per trovar loro omologhi dedotti, spesso con fantasia, dall'immane pozzo dei lessici dell'arabo classico.
Una certa cura è stata messa nella presentazione di termini ed espressioni della lingua classica che potrebbero esser d'utilità agli studenti e agli studiosi arabisti, alle cui esigenze si è cercato di andare incontro anche soffermandoci sulla terminologia grammaticale e letteraria.
Questo nostro lavoro vuol essere in sostanza uno strumento di uso tanto passivo, di comprensione, che attivo, di produzione, sia per italofoni quanto per arabofoni.
In quest'ottica, si sono tenute in considerazione anche le necessità dell'utente arabo abbondando nelle definizioni grammaticali dei lemmi italiani, nella presenza degli accenti tonici, in certe desinenze plurali meno comuni o irregolari della nostra lingua.

A chi è rivolto questo dizionario
Premesso che per un suo uso proficuo è necessaria una buona conoscenza degli elementi principali della grammatica araba, noi consideriamo quale primo target di quest'opera gli studenti italiani di arabo, in particolare quelli delle ormai numerose università della Penisola che presentano anche tale lingua fra le loro offerte formative. Essi finalmente possono ora usufruire di uno strumento aggiornato che - senza nulla togliere ad altre opere d'uso consolidato da cui non si potrà prescindere ancora per molto tempo - faciliterà il loro studio, specialmente nel verso sentito finora qualitativamente più carente in Italia e cioè quello dall'italiano all'arabo.
Altra categoria di utenti è costituita dai traduttori nei due sensi che sempre più numerosi sono chiamati a volgere nell'altra lingua - oltre a testi letterari - informative ufficiali, documenti legali, contratti e altro di natura commerciale.
Osando immaginare che anche qualche studioso di arabistica possa trovarvi qualche spunto.
Fra gli altri possibili utenti del dizionario non si possono escludere gli emigrati arabi residenti in Italia, interessati a migliorare la loro conoscenza della nostra lingua. E con questi, da considerare in particolare i loro figli, italiani di nascita, che intendano approfondire il linguaggio dei loro genitori accostato alla lingua usata fuori casa, a scuola e cogli amici, spesso divenuta la loro prima lingua. È evidente l'utilità di un tale strumento bilingue in grado di consolidare la padronanza delle loro due lingue d'interesse. Come pure è importante e ben accolto dalle variegate comunità di lingua araba che l'arabo in questione sia la lingua araba stardard, considerata la sola in grado di preservare i valori del loro comune patrimonio culturale e soprattutto i valori della comunità islamica a cui la maggior parte di loro si sente di appartenere.
Infine, un altro gruppo di possibili fruitori è costituito da tutti quegli arabi nel Mondo arabo che intendono imparare l'italiano per i più svariati motivi. La continua richiesta del nostro dizionario compatto da parte delle scuole d'italiano ivi dislocate è un chiaro segnale di quanto questa categoria sia consistente e in evidente aumento.

Le fonti
C'è chi ha detto che ogni dizionario è figlio dei dizionari che l'hanno preceduto. Quest'opera non deroga da tale norma. Nel senso italiano-arabo abbiamo usufruito soprattutto di al-Mawrid-Inklizi-`Arabi, dell'Oxford-English-Arabic, tenendo d'occhio il Dizionario italiano-arabo del Tillisi e al-Kalima di Labanyeh. Dall'arabo, nostra principale opera di riferimento è stata costantemente il Vocabolario arabo-italiano, dell'Istituto per l'Oriente di Roma, strumento da cui lo studente e lo studioso arabista impegnato non può comunque prescindere data la notevolmente più ampia disponibilità di lemmi e traducenti. Al suo fianco, il Wehr, A Dictionary of Modern Written Arabic, grande padre di molti dei recenti dizionari d'arabo degni di menzione. Poi al-Mawrid-`Arabi -Inklizi, il Mounged classique arabe-français e ancora al-Mungid fi l-luga wa-l-a`làm.

Contenuti
Oltre alla parte introduttiva, dove si troveranno tra l'altro la lista delle abbreviazioni dell'italiano (p. 10) e una tabella con l'alfabeto arabo seguito da note ortografiche (pp. 12-13), il volume è articolato in tre sezioni: dizionario italiano-arabo; note di grammatica araba; dizionario arabo-italiano che, seguendo il verso arabo, parte dal fondo del volume, preceduto da un'introduzione in arabo a uso degli utenti arabofoni.

- I dizionari. La scelta dei lemmi è stata effettuata prevalentemente secondo il criterio della loro frequenza nell'uso moderno, includendo però come suaccennato una serie di termini, anche classici da un lato, o di utilizzo meno frequente d'altro canto, interessanti per lo studente arabista e in ogni caso per il fruitore attento e curioso. In quest'ottica si è voluto dar un certo spazio anche alla terminologia specifica dell'Islàm. Sono stati inseriti vari nomi propri diffusi nel Mondo arabo, nomi di personaggi storici e nomi geografici importanti assieme ad altri pertinenti ai due ambiti culturali.
Nella sequenza dei traducenti si cercato nei limiti del possibile di porli in un ordine che seguisse una loro ragionevole frequenza nell'uso. Pur consci, per esperienza vissuta, che chiedere di mettere in tale ordine una sequenza di termini a un marocchino o a un iracheno spesso produce degli effetti completamente differenti.
Nei casi in cui di un lemma non si sia trovato un equivalente nell'altra lingua se ne è data una definizione.
La scelta e l'esclusione di determinati lemmi è stata a nostra discrezione, nella consapevolezza che non sempre le scelte e le esclusioni possano incontrare unanime consenso.
Alcuni dizionari, accanto al lemma arabo pongono la sua traslitterazione in caratteri latini che, senza dubbio, può aiutare il neofita a una corretta lettura. Noi comunque siamo del parere che questo aiuto non sia necessario in quanto basta una minima pratica dell'alfabeto arabo e delle sue vocali, sempre presenti in quest'opera, per raggiungere il medesimo scopo in modo più naturale e definitivo.

1120 pagine

Contiene oltre il doppio dei lemmi con numerose accezioni rispetto al compatto.

In appendice Note di grammatica araba e delle schede sui singoli paesi arabi.