CONTROCORRENTE
Da una di voi


Ho mollato la specialistica! Ho avuto l'illuminazione mentre stavo studiando per un esame inutile su Montale e ho letto la seguente frase "...nell'equazione esegetica montaliana, data la presenza di elementi epifanico-salvifici..." e a quel punto mi sono detta: ma che cavolo sto facendo??
Così ho deciso di spendere gli anni migliori della mia vita a fare delle cose, piuttosto che perdere tempo con l'inutile università riformata.
Dovrebbero fare tutti così, io sono l'unica rivoluzionaria.
Un ringraziamento speciale va agli “elementi epifanico-salvifici”, questo va detto.

Ma quanti sono gli esami inutili intrusi nei percorsi dei nostri studi orientalistici?

E quelli dispersivi, che danno poco o niente, a scapito delle discipline che dovrebbero essere il nocciolo duro (e non il molle quale sono) dei nostri veri e sostanziali obiettivi di studio?

L’opinione di un ‘illuso’, come mi definisce affettuosamente qualche ‘amico’ collega, è che si carichino i nostri studenti di insegnamenti collaterali quasi sempre non utili, o minimamente utili, ai fini dell’obiettivo primario che la MAGGIOR PARTE di loro attualmente vorrebbe porsi: apprendere in modo almeno decente UNA lingua orientale e i vari aspetti della sua cultura. Per potersi servire di tali competenze in termini pratici, quale strumento primario nelle attività di traduzione, di interpretariato, e/o di sostegno per altre competenze che potrebbero essere volte alla mediazione interculturale a vari livelli, fino al giornalismo nel cui mondo si muovono con successo diversi nostri laureati ‘veneziani’.

A questo proposito, gli argomenti scelti per le tesi che noi vediamo da molti anni indicano chiara la volontà della maggioranza di andare al lato pratico della lingua scelta.

E cosa si dà agli studenti con 30 trequartidora all'anno della loro lingua scelta? Magari facendo davvero solo letteratura nei 30 trequartidora dell'insegnamento di Lingua lett/Cult, al PRIMO anno. Invece di continuare a fare lingua per arrivare a fine corso trimestro-annuale a un livello, ancora misero per una lingua orientale, ma almeno un po' più decente. La letteratura andrebbe fatta sì, ma al posto delle altre cavolate insegnate. E lasciamo stare le proposte di far fare anche la letteratura delle seconde lingue imposte.

 

A me pare che l'obiettivo di imparare decentemente la propria prima lingua orientale sia ostacolato:
1. dalla seconda lingua orientale OBBLIGATORIA (chi per propri interessi e proprie motivazioni ritiene di doverne studiare più di una lo deve fare per libera scelta);
2. dall’assurdo insegnamento dell’italiano che non dà assolutamente niente, anzi fa perder tempo a chi l’italiano lo sa, come pure a chi è arrivato all’università senza sapere ancora trattare una lingua italiana decente perché non sarà certo Montale né i suoi "elementi epifanico-salvifici" ad aiutarlo a mettere giù un elaborato di tesi ortograficamente, sintatticamente corretto e stilisticamente decente;
3. dall’insegnamento dell’inglese, di cui non si discute l'assoluta necessità di una sua conoscenza in un mondo sempre più anglofono, ma tale sua conoscenza dovrebbe essere già acquisita al momento di entrare nel mondo dell'università, oppure, studiato a parte;
4. da altri insegnamenti che ­ se possono essere utili a qualche studente che se li sceglie a ragion veduta e secondo i propri particolari interessi ­ per la maggioranza sono solo perdita di tempo e di energie a scapito della loro prima lingua.
A ME pare.

 

Sarei curioso di fare un sondaggio tra i nostri studenti e sentire come la pensano a questo proposito. Naturalmente da chi è almeno al secondo anno e ha avuto modo di farsi una coscienza sia sulla natura delle lingue orientali che dei modi di come sono presentate e studiate.

 

So che quanto sto dicendo passerà come acqua che scorre, diluito e cancellato nel mare di ipocrisia in cui naviga la nostra epoca a tutti i livelli. Ma mi pare giusto siano espresse anche le opinioni di un illuso, senza virgolette.

E sentire, eventualmente dibattendo, chi la pensa diversamente.