Sulla
prima edizione a stampa del Corano pubblicata a Venezia circa nel
1538.
Conferenza
in arabo al Centro Culturale Arabo di Damasco e in francese presso
lUniversità Saint-Esprit di Kaslik
(Libano)
Il 16°
sec. vede un gran proliferare dell'editoria a Venezia.
NellEuropa
di allora, tra le opere maggiormente diffuse e di successo c'era la Bibbia,
libro sacro del cristianesimo. Essa era stata la prima opera a stampa, uscita
circa nel 1454 a Magonza, di Johann Gutenberg che, pochi anni prima, aveva
inventato la stampa a caratteri mobili.
Lo
stampatore veneziano Alessandro Paganini, consapevole della vastità
del mondo musulmano di allora specie arabo e turco in continuo contatto
con la Repubblica di Venezia
decise di attuare la prima edizione a stampa del libro sacro dei musulmani
nella previsione di una sua grande diffusione in quel mondo. Questo fra il
1537 e il 1538. In realtà l'iniziativa
fallì. Forse per l'avversione dei musulmani
nei confronti della stampa, in particolare relativamente al loro testo sacro,
e a causa delle forme primitive dei caratteri impiegati, con un effetto estetico
discutibile, specie se lopera veniva messa a confronto con le preziose
copie manoscritte del Corano allora diffuse. Ma un altro fattore fu determinante
nel fallimento dell'impresa e cioè i numerosi errori di stampa e di
contenuto da far ricadere sull'opera l'accusa di falso
(taHrìf), decisiva
perché fosse rifiutata. In particolare luso della sola vocale
fatHa, a, sopra tutte le lettere, anche come segno ornamentale. Molte
consonanti erano confuse con altre.
Lipotesi
che fosse stato il Papa di allora, Paolo III, a volere la distruzione di
tutti gli esemplari di quel Corano non sembra sufficientemente
provata.
Lipotesi
ragionevole è che gli stessi Paganini, consapevoli del loro errore,
abbiano mandato al macero tutto il prodotto per recuperarne la carta. O,
probabilmente, non ci sia neanche stata unedizione, ma abbiano sospeso
liniziativa fin dalle prime prove.
Rimane
il mistero del manoscritto coranico usato e su chi fossero gli inesperti
consiglieri.
Per
secoli si è creduto che tutte le copie allora stampate fossero state
perdute o distrutte. Ma una studiosa di libri del 500 ha trovato
recentemente l'unica copia conosciuta esistente al mondo, presente nella
biblioteca del convento francescano dei Frati Minori del cimitero di Venezia,
nell'isola di San Michele.
Padre
Maurice Borrmans, del Pontificio Istituto di Studi Arabo-Islamici, ha pubblicato
due studi su questo Corano nei Quaderni di studi arabi, rilevandone
i numerosi errori.
Il titolo
della presentazione è Venezia e il Corano ed essa
consisterà in una breve introduzione sulla stampa a caratteri mobili,
sia in generale che arabo-musulmana. Poi sull'editoria veneziana, in particolare
in caratteri arabi e circa il Corano. Per poi soffermarsi su questa sua prima
edizione a stampa del Libro, con considerazioni tratte da vari studi, in
primo luogo quelli di Padre Borrmans. Sarà così esaminata buona
parte degli errori presenti e le anomalie al confronto con lattuale
lettura canonica del Corano.
La
presentazione è coadiuvata da immagini in Power
Point.
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Stampa
al-I9tidaal 14/3/2008
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Tishriin 5/3/2008
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LIBANO