Mar Mous(s)a
Carissimi
amici,
In
quest’appello chiediamo, in crescendo d’importanza, denaro, impegno e
preghiera.
Tuttavia vorremmo, per cominciare, mettervi
in situazione.
Salendo al
monastero ieri notte, un monaco portava sulle spalle, come un sancristoforo, un
bimbo di due anni e mezzo, W., tenendogli le mani. I genitori sono scomparsi
nella tormenta che affligge questo paese. Una vedova con tre bambine ha
raccolto il piccolo W., ed è venuta quassù: per noi è come vincere a tombola,
anche se la vita dei gatti del monastero è meno facile. Alle preoccupazioni
sull’incolumità fisica dei familiari siriani dei nostri monaci e monache si
aggiunge l’angoscia diffusa d’una crisi economica galoppante ancora più grave
per il settore turistico completamente in crisi.
Fino a
Pasqua siamo stati assediati da centinaia di visitatori … Stasera abbiamo
ricevuto una turista cinese guardandola un po’ come una marziana. Per altro
verso, sono numerosi i giovani, più delle volte poveri in canna, che vengono a
partecipare della nostra vita per reagire col lavoro e la preghiera al rischio
della depressione da stress che tutti ci minaccia.
La
situazione politica resta impantanata. Una parte della popolazione si è
radicalmente sbilanciata verso il cambiamento soffrendo perdite umane e
costretta a volte a rifugiarsi altrove. Un'altra parte della popolazione è
stata coinvolta, innanzi tutto moralmente, nella deriva della repressione,
piange anch’essa i suoi morti, s’affligge per i feriti e in generale per una
situazione che sempre più appare compromessa. Questa società non ha nel sangue
la non-violenza. D’altronde, questo sistema di stato non è gandhianamente che
si è conservato per quarant’anni. Ci vuole un miracolo perché il cambiamento si
faccia pacificamente. Siamo in tanti qui in Siria a invocarlo sui due fronti:
quello dell’innovazione e quello della conservazione, accomunati da un
sentimento patriottico-religioso che ci fa dire : “la Siria, è Dio a
proteggerla” !
Lo spazio
della mediazione sta crescendo. Delle riunioni importanti d’una parte
dell’opposizione sono state autorizzate e un dibattito comincia a prender
forma. A questo si attacca la volontà popolare di non sprofondare nella guerra
civile e nella frantumazione dell’unità nazionale. Continuare a vivere
normalmente è un po’ il nostro modo di resistere e di voler traversare il guado
verso una società più umana.
In questo
momento stiamo cercando di raccordare definitivamente le condutture della
fogna. Abbiamo anche corretto la strada d’accesso per le persone in difficoltà
e presto potremo accogliere le convivenze delle comunità di assistenza agli
handicappati “Fede e Luce”.
Nei due monasteri di Mar Musa e di Mar
Eliyan, i progetti relativi alle nostre attività di sviluppo, di dialogo, etc.,
finanziati da diverse agenzie, sono o in via di conclusione, o bloccati a causa
della situazione politica, o avanzano difficilmente. In generale siamo poi
bravissimi a spendere di più del previsto pur cercando di risparmiare su tutto!
La
comunità monastica cresce e, contando i postulanti, siamo a sedici persone. Nel
settore uomini stiamo terminando la costruzione di cinque stanze individuali e
d’un grande serbatoio d’acqua in muratura. Contando sul ritorno dei turisti,
dopo che il clima politico si sarà rasserenato, avremo così più spazi per
ritiri spirituali personalizzati e per i membri della comunità.
Nota
divertente : abbiamo messo un po’ d’acqua nell’invaso della nostra diga e siamo
andati a salvare i pescetti d’un lago artificiale che s’andava seccando
sperando di disporre presto d’una maggiore quantità di fosforo nella dieta
domestica.
Cresce
l’attività casearia nelle infrastrutture completamente rimodernate e ci
sforziamo di non interrompere quella ambientale incoraggiati anche
dall’interesse della popolazione locale.
Tuttavia, il fatto nudo e crudo è che
l’assenza di turisti ci mette a rischio di bancarotta. Se le cose andassero
avanti così, tra poche settimane saremo incapaci di sostenere gli oneri
relativi ai nostri collaboratori laici: fatto gravissimo sul piano umano e
anche su quello delle capacità e delle conoscenze accumulate negli anni. Alla
fine, anche la vita della comunità monastica diventerebbe molto difficile, per
non parlare delle famiglie bisognose che aiutiamo regolarmente.
L’attività
casearia, ammesso e non concesso, che riuscisse ad avere un immediato successo
di pubblico, ben improbabile in una situazione di recessione drammatica,
sarebbe insufficiente a coprire le spese.
D’altra
parte, desideriamo che il cantiere per la costruzione delle case per le giovani
famiglie della parrocchia a Nebek avanzi senza interruzioni, seppure a rilento,
per porre un segno di speranza in controtendenza e venire incontro al bisogno
di futuro dei giovani.
Da ultimo
vorremmo sottolineare il nostro impegno nella prospettiva d’iniziare una
fondazione a Suleimanie, nel Kurdistan iracheno … ma già l’andare e venire per
esplorare e programmare non è che sia gratis!
Di qui con
semplicità la richiesta di denaro. Per favore, mandando per noi i vostri aiuti
alla fondazione Magis dei Gesuiti italiani, non dimenticate di specificare la
causale: Deir Mar Musa.
Cosa
possono fare gli Italiani per il successo del movimento arabo del 2011.
Certamente le situazioni sono diverse e così pure le possibilità d’intervenire.
Se però le ONG contano solo sull’aiuto finanziario pubblico nazionale o europeo
non ci saranno fondi sufficienti. Occorre incoraggiare la voglia di
partecipazione efficace di tante persone che hanno delle disponibilità. E’
spesso eccessivo l’attaccamento a oggetti non necessari nelle nostre case … Fa
un gran bene ai nostri cuori esercitarci nel distacco in vista della
solidarietà!
La
prospettiva da sostenere è quella della maturazione d’una società civile
solidale ed equilibrata (microcredito, piccole cooperative di servizi,
trasformazione dell’agricoltura da quella dello sfruttamento del terreno a
quella dell’amicizia con la terra, etc.). La stabilità della democrazia avrà
bisogno di fonti rinnovabili d’energia … In questo senso, il nostro sogno
d’alimentare a energia solare uno dei pozzi del monastero potrebbe avere un
significato che va ben al di là del risparmio sulla bolletta dell’elettricità
realizzabile.
C’è evidentemente un livello più politico
d’impegno e questo sarà diversificato secondo la storia e la situazione di
ciascuno. Però ci sembra da sottolineare l’urgenza che la solidarietà
mediterranea si esprima in un reticolato d’iniziative da amministrazioni locali
ad amministrazioni locali. Il successo delle rivoluzioni dipende anche dal
successo di questo occuparci gli uni degli altri.
A livello
dell’opinione, bisognerà consigliare d’evitare due estremi : il primo è quello
d’un certo massimalismo democratico che non si fa carico delle lentezze
concrete delle evoluzioni locali e quindi rischia di favorire la violenza,
magari poi meravigliandosi e pentendosi d’aver involontariamente sostenuto
degli slittamenti verso autoritarismi confessionali, islamici o altro. L’atro
rischio, speculare al primo, è la pratica d’una specie di relativismo
folklorico per giustificare le arretratezze più scandalose e i connessi profitti
commerciali.
Invece lo
“sperar bene”, fomentando delle spirali evolutive virtuose, è una logica che
deve diventare tanto mediterranea quanto globale. L’auspicio è che l’Italia,
che va liberandosi dal populismo tivucratico, sia capace d’esprimere una
diplomazia dell’amicizia non pelosa che alla fine è quella che produce il più
largo e duraturo benessere.
Per il
bene della Siria abbiamo bisogno di diplomatici che possano concorrere con
idee, progetti, esempi ed esperienze ad adiuvare la realizzazione d’una
democrazia di natura consensuale che sappia proteggere i diritti delle
minoranze religiose, etniche e ideologiche senza umiliare le maggioranze. La
condizione è che il riferimento alla maggioranza non sia univoco e quindi non
sfoci in una dittatura del gruppo dominante. La politica e la diplomazia
italiane dovranno anche evitare di proiettare sulle società arabo-musulmane un
desiderio di società laica rimasto qualche volta insoddisfatto a casa.
Denaro,
impegno e … preghiera! Perché proprio nei momenti più difficili la trasparenza
del mondo non svanisca intrappolandoci nelle logiche di facciata e di
superficie. La vita devota mostra la sua coerenza proprio in occasione delle
grandi crisi.
Vi
proponiamo dunque di trainare assieme, con gomene spirituali di desiderio di
bene, il barcone della storia tra le rive di questo canale di spiritualità e di
civiltà che costituisce la valle mediterranea. Come un sol uomo, ci adoperiamo
per far avanzare l’evoluzione del mondo secondo aspirazioni umano-divine.
Alleniamoci attraverso la veglia e il digiuno, la partecipazione al Ramadan
ormai prossimo, l’andarci a cercare qualche messa superstite al mattino presto,
il non rinunciare facilmente alla celebrazione domenicale, il non vergognarci
di mettere il Vangelo bene in vista, e soprattutto d’aprirlo e leggerlo assieme
in casa, o con la testa sul cuscino …
Dio, che
vuol proteggere la Siria, ha certamente bisogno di questo concorso. Le persone
spirituali lo hanno sempre saputo: l’occuparsi d’elevare la propria anima nella
Comunione dei Santi sposta in modo molto concreto gli equilibri d’una
generazione, in un tempo e uno spazio particolari, nell’orizzonte del Regno.
Un'ultima
nota: in una lettera alla sorella Margherita, paralitica, il Padre Teilhard de
Chardin le riconosce un primato nell’efficacia relativa all’evoluzione
spirituale del cosmo, mai disancorata dalla materia. Questo per chiedere, per
coloro tra noi che sono feriti nell’animo e nel corpo, la grazia di voler
fondere catene di paziente solidarietà che tirino a buon fine il dramma
odierno.
Affetto e
gratitudine nel Signore,
la
Comunità del Khalil
Conto
Corrente Postale 909010
IBAN: IT16
A076 0103 2000 0000 0909 010
Destinatario:
MAGIS Movimento e Azione Gesuiti Italiani per lo Sviluppo, via degli Astalli,
16 - 00186 ROMA
Per favore
indicare chiaramente la causale: “Deir Mar Musa”
Per bonifici bancari:
CIN: Y - ABI: 03069 - CAB: 3200 - C/C:
100000509259
IBAN: IT07
Y030 6903 2001 0000 0509 259
BIC:
BCITITMM
Destinatario:
MAGIS Movimento e Azione Gesuiti Italiani per lo Sviluppo
presso
INTESA-SANPAOLO SPA
Via della
Stamperia, 64 - ROMA (RM)
Per favore
indicare chiaramente la causale: “Deir Mar Musa”