Dal sito www.repubblica.it
Tre giovani americani
di origine mediorientale hanno messo in piedi uno show
che prende in giro le tensioni degli ultimi anni. Grande successo da Dubai al
Cairo
"Axis of evil", trionfo a teatro
Si può ridere di americani e arabi
In Giordania avuto
l'applauso di re Abdallah che li ha ricevuti
Ora il ritorno negli Stati Uniti, l'anno prossimo in Europa
di FRANCESCA CAFERRI

ROMA - Il problema
dell'americano-palestinese Ahmed sono gli aeroporti: ai controlli di sicurezza
viene fermato regolarmente perché il suo nome è uguale a quello di un
terrorista inserito nella lista dei most wanted negli Stati Uniti. "Alla
fine io ne esco sempre, ma pensate a quel poveretto, con la gente che crede che
sia un comico e gli chiede di raccontare una barzelletta. E lui a dire
"sono un terrorista, maledizione! Prendetemi sul serio"". Quello
di Maz, di origini iraniane, invece sono gli amici che, dopo l'11 settembre, lo
interrogano in continuazione sulle questioni mediorientali: "Ma che volete
che ne sappia io? Sono nato a Los Angeles, come loro... non ho sconti sulla
benzina né vengo avvertito prima sulla data del prossimo attentato!".
Va avanti così per un'ora e mezza, battuta dopo battuta, "The Axis of Evil
comedy tour", lo spettacolo che tre comici statunitensi di origine
mediorientale hanno appena terminato di portare in giro per i paesi arabi dopo
i successi degli Stati Uniti. Uno show che, per la prima volta, prende in giro
gli arabi e nello stesso tempo gli americani sfatando un mito duro a morire:
quello secondo cui gli arabi non saprebbero ridere, soprattutto non su loro
stessi.
Lo spettacolo - il cui titolo è coniato dall'espressione "Asse del
male" con cui Bush definì nel 2002 Iran, Iraq, Corea del Nord e tutti i
paesi accusati di fomentare il terrorismo - ha appena concluso il suo primo
trionfale tour in Medio Oriente, dove ha registrato il tutto esaurito ad ogni
tappa (Dubai, Cairo, Beirut, Amman, Abu Dhabi) facendo spellare le mani per gli
applausi a migliaia di spettatori, fra cui un entusiasta re Abdallah di
Giordania, che dopo lo show ha voluto invitare i protagonisti a palazzo per
ringraziarli personalmente. Presto ripartirà negli Stati Uniti per approdare
poi, nella seconda parte dell'anno, anche in Europa.
"Non ce lo aspettavamo, così come non ci aspettavamo tutto il successo che
abbiamo avuto - racconta da Dubai Maz Jobrani, il comico di origine iraniana
che sul palco scherza sul nucleare e sull'antrace - ma ne siamo ovviamente
felicissimi. Siamo tre americani di origine mediorientale: facciamo ironia
sulla nostra cultura di provenienza ma anche sull'immagine degli arabi che
passa attraverso la tv americana. A guardare quella, siamo persone sempre
negative, che non ballano o non ridono: è bello contribuire a sfatare questo
mito".
Maz, Ahmed Ahmed (egiziano) e Aron Kader (palestinese) sono insieme da sette
anni, ben prima dunque che l'11 settembre scatenasse negli Usa la fobia
anti-araba: in seguito agli attentati si sono fermati per qualche mese, poi
però hanno deciso di tornare sul palco giocando proprio sulle paure e sugli
stereotipi generati da quegli attacchi. Dopo aver a lungo cercato, proprio
durante il tour in Medio Oriente sono riusciti a trovare il quarto componente
del gruppo, anche lui proveniente da un'area calda del mondo: il coreano Won Ho
Chung - "viene dalla dal sud, ma trovare un coreano del nord è stato
davvero impossibile", dice Maz - che è cresciuto in Giordania ed è l'unico
del gruppo che si rivolge agli spettatori in arabo (lingua che gli altri
componenti capiscono con difficoltà) provocando reazioni entusiastiche.
Per ridere, del resto, i fan degli "Axis of Evil" non si fanno
pregare troppo: a Beirut, una delle tappe finali della tourneè, il teatro è
venuto giù quando i comici hanno fatto ironia sulla crisi politica che ha
lasciato la poltrona presidenziale vacante da settimane.
"Libanesi! Il presidente non c'è, ma avete il mare, le belle donne, le
montagne: pensateci bene prima di eleggerlo, potrebbe rovinarvi tutto!".
Meglio riderci su dunque: e il pubblico non ci ha pensato a lungo.
(8 gennaio 2008)