Qui sotto un intervento di Bouthaina Shaaban

 

Comune di Roma

Ufficio del Consigliere Delegato alle Politiche sulla Multietnicita'

http://www.roma-intercultura.it/romacdp/conv5feb/titolo.gif

 

Sintesi degli interventi
Convegno, Sala della Promoteca in Campidoglio
5 febbraio 2002

 

Introduzione - Consigliera Franca Eckert Coen

La Consigliera Coen apre i lavori del convegno e spiega ai presenti il significato del titolo del convegno "Donne in cammino tra immigrazione e inserimento" parte del ciclo dei convegni "Roma città della pace". La necessità d'integrazione tra culture multietniche per una convivenza pacifica è il bisogno emergente nella città di Roma ed è importante che si realizzi per ogni donna, importante anello della catena.
Oggi l'Italia e per altri popoli un paese ospitante dell'immigrazione ma è necessario ricordarsi quando in passato erano gli italiani ad emigrare.
La Consigliera ricorda in proposito un film dal titolo "Migrantes" dove il protagonista cittadino italiano, romano, considera la positività della nascita del figlio su una nave argentina perché non ci sarebbe stata mai più una guerra, visto che i figli non dichiarano guerra ai padri.
La Consigliera passa la parola alla Dott.ssa Bouthaina Shaaban, consulente siriana del Ministero degli Affari Esteri, autrice di libri sulla situazione islamica femminile.

 

Intervento della Dott.ssa Bouthaina Shaaban

Ringrazio il Comune di Roma e la Consigliera Coen per avermi dato l'opportunità d'intervenire al Convegno.
Il compito più importante che mi sono prefissata è stato quello di gettare dei ponti tra oriente e occidente. Una necessità che ho sentito urgente, perché sono una donna araba musulmana, che ha vissuto diversi anni in occidente ed ho constatato come, reciprocamente, ci sia una percezione distorta di queste due culture. Pertanto, in questa mia breve vita, sto cercando di rettificare questa visione errata, che esiste per entrambi.
Penso che il rapporto difficile tra l'oriente e l'occidente abbia un'origine storica e, in questa situazione, siano state le donne, sia occidentali che orientali, ad essere più penalizzate.
Ad esempio, l'occidente guarda all'islam, giudicando soprattutto la donna musulmana dall'aspetto esteriore e quindi l'idea che si forma dell'oriente e basata su di un elemento esteriore; la stessa cosa accade in oriente, dove taluni sono contrari all'emancipazione femminile occidentale, che avrebbe prodotto tanti mali come il divorzio e la disoccupazione e, quindi, sono contro le donne che ancora una volta, ne subiscono le conseguenze.
E poiché le donne partecipano molto poco al processo decisionale, non possono rettificare questa visione distorta che, pertanto, si perpetua. Le donne partecipano alla creazione di arte e cultura, ma non hanno poi la possibilità di seguire quanto creano.
Il mondo, come villaggio globale, e una tecnologia nata da diversi anni che dovrebbe avvicinarci ma, dopo l'11 settembre, io ritengo che si siano accentuati i divari tra le diverse culture, anche se abbiamo sempre più bisogno di colmare questi divari, con una incomprensione culturale tra islam e occidente, tra il terzo mondo e il mondo industrializzato.
Il mio auspicio e che dopo questo evento dell'11 settembre si possa cominciare a gettare dei legami culturali che possano avvicinare tra di loro paesi e nazioni.
Sono una donna araba musulmana e, leggendo la stampa estera, mi rendo conto che quello che viene scritto dai mass media sul mondo arabo è una visione distorta , molto difforme dalla realta, e quindi anziché dare informazione creano barriere per la comunicazione. Pertanto bisognerebbe creare altri canali alternativi di comunicazione o perlomeno mettere in discussione quanto viene scritto.
Ritengo che questo incontro sia proficuo per lavorare insieme, uomini e donne, per creare una maggiore comprensione tra i popoli, perché in assenza di ciò andremo incontro a gravi pericoli. La mia speranza è che in tutto il mondo sia consentito alle donne di svolgere un ruolo piu attivo. Questo perché le donne sono piu vicine alla realta, perché hanno dei figli, hanno piu istinto verso ciò che è piu autentico della vita. E non dico ciò perché sono una donna, ma perché penso veramente che dando alle donne maggior spazio ci sia una speranza maggiore per il mondo intero.
Penso che la prospettiva che viene attualmente utilizzata nelle relazioni internazionali, nei problemi su scala mondiale, sia una prospettiva deficitaria, carente; forse, se alle donne venisse dato piu spazio, potrebbero contribuire ad una prospettiva migliore, potrebbero aiutarci tutti a percorrere in modo positivo questa via che abbiamo davanti.
Concludo dicendo che sarebbe necessario portare all'attenzione di coloro che hanno poteri decisionali tali prospettive innovative. Anche se sono venuta dalla Siria soltanto ieri, mi sento accomunata a voi, alla vostra realtà, perché abbiamo gli stessi obiettivi, le stesse aspirazioni. L'importante dunque è che a tutte le donne sia data una maggiore partecipazione, non per fare loro un favore ma per dare una maggiore possibilità all'umanita intera.

La Consigliera Coen ringrazia del contributo la D.ssa Bouthaina Shaaban condividendo con lei l'importanza della donna nel ruolo della società ed introduce l'intervento del presidente dell'Associazione Filippino Women's Council Charito Basa