Zakariyya Tàmer  (Damasco 1931) è uno dei più famosi narratori arabi viventi.
E' noto per l'amaro sarcasmo con cui denuncia - nella sua narrativa - le contraddizioni e gli aspetti negativi della società araba. Dal 1980 vive in auto-esilio a Oxford in Gran Bretagna.

  • Nozze orientali
    Ingenuità del giovane Salàh, malizie di Hayfà', ironie sul certe tradizioni relative al matrimonio.

  • La morte dei capelli neri
    Fatme, donna-bambina che vive in un mondo poco consono al suo carattere. Abdallàh, introverso e complessato. Mundhir, il carnefice, vittima di un malinteso senso dell'onore.

  • Pena capitale
    Omar al-Mukhtàr, l'eroe disilluso. La stupidità della guardia, violento - e succube - strumento del potere.

  • Una donna sola
    Azìza l'ingenua, abbandonata dal marito ma che vorrebbe - suo malgrado - riavere. Che scopre piaceri sconosciuti per mano di un "mago" approfittatore della sua disperazione.

  • Colui che bruciò le navi
    Tàreq ibn Ziyàd fu il primo condottiero arabo che toccò la terra di Spagna. Si narra che quando l'ultimo dei suoi uomini scese a terra, egli fece incendiare le navi per tagliare ogni via di ritirata e costringerli a combattere e mantenere le posizioni conquistate. Nel suo amaro tono ironico Tàmer immagina un processo contro l'eroe per dissipazione dei beni dello Stato.
    Il nome Gibilterra deriva dal Gebel Tàreq, il monte di Tàreq.