Governance e societą mediterranea Gestione integrata delle aree costiere Bonifica di siti inquinati Gestione integrata delle risorse idriche

 

La tematica

La ricerca muove dai trend principali che interessano la navigazione marittima e lo sviluppo portuale negli ultimi anni. L'attenzione viene particolarmente rivolta ai seguenti aspetti:

  • La crescente importanza dei porti come collegamento nelle catene intermodali
  • Le implicazioni economiche delle attività portuali per le città marittime e le zone costiere
  • la riorganizzazione e globalizzazione dell'industria marittima
  • le implicazioni ambientali della navigazione e dello sviluppo portuale, e le opzioni delle relative politiche gestionali.

In particolare la ricerca si concentra sul contesto Mediterraneo e sui temi relativi all'evoluzione delle relazioni tra sviluppo economico e protezione ambientale nelle aree costiere.

Il team e le attività

Il programma di ricerca si avvale del coordinamento scientifico del prof. Gabriele Zanetto e del prof. Stefano Soriani. Il team di ricerca, pur avvalendosi del contributo dei ricercatori afferenti agli altri gruppi data l’interdisciplinarietà delle tematiche (portualità, turismo, siti industriali, protezione costiera e cambiamento climatico), è composto soprattutto dai seguenti dottorandi DAGO: Simone Cappellari, Francesco Zanini, Francesca Santoro, Carlo Perelli, Laura Fagarazzi, e da Ilda Mannino, dottore di ricerca in Scienze Ambientali. La ricerca è sostenuta in particolare con il supporto dell’Autorità Portuale di Venezia.
E’ stato avviato il progetto EU-Tempus “Education in Coastal Management for the Mediterranean” (Educom@Med) per la creazione di un Master in Gestione Integrata delle Aree Costiere, coordinate dall’Università di Siviglia Pablo Olavide e in partenariato con le Università di Spalato, Cairo, e l’UNEP Pap/Rac di Spalato.

Un rapporto con le autorità del Delta del Po si è attivato mediante supporto scientifico a varie attività, e nella presentazione di comunicazioni sulle problematiche dell’area costiera del delta nella rete europea Eco-link coordinata dall’Ecosite du Pays de Thau (Francia) e dal Joint Research Centre dell’UE di Ispra: www.ecosites.net .

Il gruppo si è inoltre attivato nella formazione, curando sia una Summer School durante l’estate 2003, sia il modulo "Sustainability of Maritime Transport" (24 ore) del dottorato DAGO.

Le ricerche

La Gestione Integrata delle Zone Costiere (ICZM): politiche e strumenti a confronto, a cura di Ilda Mannino e Gabriele Zanetto - Tesi di dottorato

Partendo dal riconoscimento dell’importanza delle zone costiere e delle forti pressioni a cui esse sono sottoposte oggi, si è proposto lo studio dello strumento che viene indicato come base per lo sviluppo sostenibile di queste zone: la gestione integrata delle zone costiere (ICZM). Nella prima parte della ricerca è stata condotta un’analisi sulle caratteristiche del processo in sé, e degli strumenti principali, linee guida e norme, utilizzati per la sua promozione. Nella seconda parte della ricerca sono stati considerati due importanti attività che si inseriscono in tali zone (e quindi nella loro gestione): le industrie e i porti. In particolare sono state analizzate due rilevanti problematiche specifiche ad essi legate, rispettivamente la gestione dei siti dismessi e la gestione del materiale di dragaggio portuale. Per quanto riguarda questo secondo tema, sono state analizzate le norme e i documenti introdotti a livello internazionale, evidenziando come i principi considerati chiave per la gestione di tale materiale siano considerati la prevenzione dell’inquinamento di tale materiale ed il suo riutilizzo, ma, a livello pratico, venga utilizzato il permesso dello scarico a mare come strumento per regolare la questione. Si rende quindi necessario da un lato prevenire la contaminazione di tale materiale, coinvolgendo tutti i diversi attori a scala di bacino scolante, dall’altro far diventare più competitivo il trattamento e quindi orientare la ricerca in tal senso.

Città portuali e processi di integrazione mediterranea. Il porto di Mersin e le risorse idriche del Southeast Anatolia Project (SeAP-GAP) come fattori sinergici di regionalizzazione della Turchia sud orientale, a cura di Simone Cappellari, Gabriele Zanetto e Francesco Vallerani - ricerca di dottorato

Il progetto di ricerca punta al raggiungimento dei seguenti obiettivi: considerare l’evoluzione delle dinamiche territoriali, economiche e sociali recenti delle regione costiera della Turchia sud orientale; individuare le principali modalità dell’interrelazione tra la città portuale e il suo entroterra, compatibili con uno sviluppo locale sostenibile; descrivere, in termini quantitativi e qualitativi, come il processo di cambiamento irreversibile innescato dall’implementazione del progetto GAP condizioni lo sviluppo della città portuale di Mersin e la sua integrazione mediterranea; valutare le prospettive di riconversione strutturale e funzionale delle infrastrutture connesse all’attività portuale rispetto al nuovo assetto regionale e alle reti portuali mediterranee; individuare i fattori di incertezza, derivati da una ridefinizione degli equilibri geopolitici dell’area, che possono compromettere l’efficacia delle politiche di sviluppo del porto e del suo entroterra.

Accessibilità portuale e processi di organizzazione territoriale. Il caso north-range adriatico e le potenzialità di Venezia, a cura di Francesco Zanini e Stefano Soriani - ricerca di dottorato

Accordi internazionali, politiche europee legate alle problematiche ambientali ed evoluzioni avvenute con la razionalizzazione degli impianti produttivi e successivamente con le nuove tendenze economiche rivolte maggiormente all’ambito commerciale, hanno influenzato fortemente il contesto. Interessante è osservare come un numero sempre maggiore di accordi di programma ed altre forme come la PPP siano volte a ricreare benefici a quelle aree dismesse e non più utilizzabili attraverso bonifiche e riqualificazioni. Tuttavia queste alterazioni hanno comportato un drastico decremento della forza lavoro impiegata direttamente nel porto ed indirettamente nelle attività collegate alla funzionalità portuale. Le difficoltà nel creare una competitività positiva tra i porti adiacenti e gli interporti, così come la riorganizzazione del territorio portuale di Venezia sono altri elementi da non trascurare ai quali un’attenzione particolare deve essere volta. L’obiettivo principale della ricerca è l’identificazione di un modello di sviluppo sostenibile generale attraverso l’identificazione di elementi fondamentali applicabili in altri sistemi portuali e definire l’importanza del Corridoio Adriatico ed in particolare del North range Adriatico e del porto di Venezia nel territorio del Mediterraneo ed in Europa.

 

Sviluppo sostenibile dell’ambiente naturale costiero, composto da ambiente terrestri, ambienti dell’interfaccia acque dolci-acque marine, ed ecosistemi marini, a cura di Francesca Santoro e Gabriele Zanetto - ricerca di dottorato

Il crescente aumento demografico che caratterizza queste aree e quindi l’impatto della popolazione sullo stato di questo tipo di ecosistemi ha portato ad una maggiore attenzione verso l’analisi di problemi quali l’inquinamento, la distruzione degli habitat, l’eutrofizzazione, la diminuzione della biodiversità, l’erosione delle coste. Questo tipo di problemi possono venire amplificati in situazione di bacini chiusi e semichiusi come il Mar Mediterraneo.

Al fine di individuare i principali impatti sulle aree costiere di un potenziale aumento del livello del mare potrà essere utile in una prima fase procedere alla classificazione dell’area in esame, con raccolta e integrazione dati in un GIS. Al fine di individuare le zone di rischio e di arrivare ad una mappatura delle zone a maggiore vulnerabilità ed arrivare quindi ad un’analisi dei potenziali cambiamenti sulla morfologia costiera si potranno applicare ed utilizzare modelli numerici morfodinamici e litodinamici. Questo tipo di modelli previsionali potranno essere utilizzati in diverse scale temporali per fornire diversi scenari e potranno essere testati grazie all’utilizzo di precedenti dati sia oceanografici che morfologici e sedimentologici. Questo tipo di strumenti potranno essere estremamente utili nella definizione di livelli di rischio e di una definizione di zone ad alta vulnerabilità, i livelli di rischio potranno ad esempio essere collegati a particolari categorie di utenti della zone costiera e a particolari attività che in essa si svolgono.

 

Strumenti di valutazione e pianificazione del turismo sostenibile in aree marginali ad elevata significatività ambientale, a cura di Laura Fagarazzi, Gabriele Zanetto e Giorgio Conti - ricerca di dottorato

Il ruolo del GIS e dei DSS (decision support systems basati su processi di selezione multicriteriale di parametri ambientali, economici, sociali e politici) nella pianificazione turistica e nella valutazione è cresciuto significativamente durante gli ultimi anni. Tuttavia, questo ambito applicativo presenta ancora un vasto potenziale, ed è ancora piuttosto inesplorato con riferimento ad aree marginali di paesi emergenti e in via di sviluppo. L’obiettivo della ricerca è di elaborare un sistema di supporto alle decisioni (DSS) basato su software GIS, che sostenga la pianificazione del turismo finalizzato all‘implementazione di politiche di sviluppo sostenibile. Si parte dall’analisi di trend che riguardano alcune destinazioni turistiche, attraverso un set di indicatori di sostenibilità, quali quelli sviluppati da OCDE, IUCN e UNEP. Si considerano inoltre criteri di qualità affermati da strumenti internazionali di certificazione della qualità ambientale, come l-EMAS II (Eco-management e audit scheme II). Le procedure dei processi partecipativi saranno presi in considerazione, dato che il coinvolgimento delle comunità locali e’ una delle condizioni principali per la sostenibilità. Alcuni strumenti da prendere in considerazione sono il Participatory Rural Appraisal (PRA) e Rapid Rural Appraisal (RRA), da esplorare attraverso una analisi di tipo SWOT (Strengths, Weaknesses, Opportunities, Threats ). L’obiettivo e’ la creazione di consapevolezza riguardo al valore delle risorse naturali locali, da raggiungere mediante iniziative di capacity building, che hanno pure il fondamentale obiettivo di creare nuove professionalità per gestire i nuovi servizi turistici. Particolare attenzione verrà data a casi studio in ambito costiero.

 

Protezione ambientale, governo del territorio e sviluppo economico nelle aree costiere, a cura di Carlo Perelli e Giorgio Conti - ricerca di dottorato

Il progetto di ricerca intende studiare i nessi esistenti tra le politiche di sviluppo, la conservazione del patrimonio naturale e la partecipazione delle popolazioni locali, ed il modo in cui le interazioni tra questi differenti aspetti contribuiscano a definire le linee di sviluppo del territorio oggetto di studio. In particolare si vogliono analizzare i meccanismi attraverso cui i principi internazionali, che uniformano le politiche di protezione ambientale, interagiscono con il sistema politico locale e, associati ai caratteri propri delle società mediterranee, assumono nuova legittimità; quindi, attraverso l’analisi dei programmi e delle azioni dirette di gestione, si intende verificarne l’impatto sul territorio. L’ambito in cui queste relazioni vengono analizzate è quello dei parchi nazionali e delle aree protette, in particolare costiere. Nella costa sud del Mediterraneo, si riscontrano diversi fattori di interesse: l’esigenza dei governi di preservare il proprio patrimonio naturale, in funzione di uno sviluppo turistico che possa ridisegnare i tratti caratteristici di regioni marginali e difficilmente governabili dal potere centrale, con conseguente rottura dell’isolamento; la risposta alla domanda europea di turismo verde internazionale; il modo in cui verranno gestite le nuove attività nei confronti delle popolazioni coinvolte che, in larga parte, trovano già negli ambienti interessati le loro funzioni per la sussistenza. Più in generale ci si propone di analizzare, attraverso i casi di studio, i processi di governo e sviluppo del territorio in atto, dei modelli di sviluppo territoriale attualmente applicati nell’ambito della cooperazione internazionale e, in termini più ampi, nel campo delle politiche di promozione dello sviluppo nei paesi del Sud del mondo.

 

 

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