Governance e società mediterranea Gestione integrata delle aree costiere Bonifica di siti inquinati Gestione integrata delle risorse idriche

 

 

 

La tematica

Il problema della gestione idrica è stato elevato a problema umanitario dagli obiettivi del Millennio dichiarati dalle Nazioni Unite (Millennium Development Goals). La questione è definita sia in termini di quantità ed equità di accesso, sia come qualità delle fonti, che mina il benessere e la stessa sopravvivenza delle comunità interessate.

Il problema è particolarmente sofferto negli ambienti semi-aridi, come nel caso di grandi aree della regione mediterranea. I Paesi Europei del Mediterraneo sono in effetti i maggiori consumatori di risorse idriche della Comunità Europea, soprattutto per usi agricoli, e a causa della pressione demografica relativamente elevata lungo le coste. I modelli di consumo attuale non sono sostenibili per il futuro, sia per i Paesi della costa settentrionale, sia per quelli della costa meridionale; considerati i processi di sviluppo in crescita, la domanda verrebbe ulteriormente aumentata, se una gestione accorta e razionale non fosse messa in campo. Ciò appare vero soprattutto in situazioni in cui l’agricoltura rimane il più importante settore dell’economia di un paese, mentre i settori industriali e domestici sembrano avere già elaborato usi più efficienti della risorsa idrica. Rimane comunque il fatto che i sistemi di monitoraggio della qualità non sono sviluppati adeguatamente, pertanto gli impatti degli usi non agricoli sulla risorsa si rivelano di allarmante entità, causando catene di effetti dannosi nei confronti della salute umana e degli ecosistemi.

La gestione dell’acqua richiede senza dubbio un’efficienza allocativa e un’ottica di risparmio, ma le recenti esperienze dimostrano tali approcci non sono necessariamente prerogativa delle politiche di privatizzazione e di decentramento in atto in questi anni, anche in Paesi a scarsa crescita economica, con scarse infrastrutture e rigidità negli investimenti privati. In ogni caso, l’erogazione idrica ha un ruolo chiave per il sostentamento delle comunità ed è un servizio di interesse pubblico, perciò fondamentali sono gli aspetti di governance nei confronti della risorsa. Una particolare attenzione va quindi assegnata alle strategie di gestione pubblica, che deve portare avanti, in parallelo, obiettivi di equo accesso per tutti, di efficienza produttiva e sicurezza alimentare.

La gestione idrica non è solamente una questione interna alle nazioni, poiché la gestione a livello di bacino, sia superficiale che sotterraneo, può riguardare aree transfrontaliere. Pertanto pratiche sulle risorse effettuate localmente possono determinare impatti a valle, in paesi con cui la risorsa è condivisa.

Le pratiche gestionali si riferiscono ad una moltitudine di fattori, che riguardano le sfere della politica (coinvolgendo istituzioni nazionali e relazioni internazionali), cultura, organizzazione sociale e territoriale, economia, ambiente ecc. I problemi causati dalla cattiva gestione idrica si risolvono sempre meno, infatti, all’interno del settore idrico stesso. Anche in termini ecologici, la salinità, l’inquinamento, e i mutamenti nel bilancio idrico colpiscono le funzioni degli ecosistemi; pertanto il problema va valutato considerando le relazioni acqua-suolo-habitat-ecosistemi, da una parte, e le relazioni acqua-suolo-produzioni-ambiente umano ed economia, dall’altra.

Il team e le attività

Il team e le attività Il programma di ricerca si avvale del coordinamento scientifico del prof. Gian Maria Zuppi e della dott.ssa Paola Minoia. I giovani ricercatori che hanno attivato ricerche su tali temi all’interno del dottorato DAGO sono: dott. Federico Sittaro, dott.ssa Gretel Gambarelli, dott. Amerigo della Pina, dott.ssa Luisa Moretto.

Il gruppo si è attivato nella formulazione di programmi di ricerca per il sesto programma quadro UE, e sta ora partecipando ad un’Azione Concertata denominata “Network on Governance, Science and Technology for sustainable water resource management in the Mediterranean” (Nostrum), in cui CESD è responsabile per la compilazione di un rapporto sui conflitti per gli usi idrici nel Mediterraneo, e per la gestione del database che il laboratorio GIS dovrà gestire a livello di bacino Mediterraneo.

Inoltre grazie al progetto di internazionalizzazione del dottorato RIM, il gruppo è in relazione con i ricercatori afferenti alle università della rete per l’organizzazione di seminari e uno scambio di informazioni.

Il gruppo si è inoltre attivato nella formazione, curando sia una Summer School durante l’estate 2003, sia diversi moduli: “ Water Resources ”, “ Water Conflict and Participation”, “ Economics of Water Management ”, “ Integrated Water Resources Management ” (per un totale di 96 ore di didattica) del dottorato DAGO.

Le ricerche

Il problema della regolazione degli usi idrici nel Mediterraneo, a cura di Paola Minoia - progetto di ricerca CESD

La ricerca muove dalla considerazione della problematica idrica con riferimento agli obiettivi di sviluppo umano e lotta alla povertà. La questione è internazionalmente affrontata lungo due linee di principio: quello dei Millennium Development Goals (2000) secondo cui l’accesso al minimo vitale all’acqua pulita e ai servizi fognari equivale al diritto alla vita; e quello introdotto alla Conferenza UN di Dublino del 1992, per cui l’acqua è un bene scarso che va gestito in modo da limitare inefficienze nell’uso e sprechi della risorsa. Il problema è quindi di poter gestire la domanda idrica, in modo da rispondere ai bisogni primari di tutte le popolazioni e, allo stesso tempo, proteggendo le risorse dal rischio di dissipazione; ma detti principi, anziché presentarsi come approcci complementari rispetto a diverse situazioni e necessità settoriali, sono considerati come ragioni alternative rispetto alle prospettive dei diversi stakeholders.

Uno dei motivi di maggiore divergenza muove dalla considerazione degli strumenti commerciali e fiscali come regolatori di modalità d’uso e distributive. Infatti, gli strumenti di prezzo e tassazione sono insufficienti e inadeguati a ricoprire i costi di investimenti, distribuzione, operatività e mantenimento dei servizi all’utenza, particolarmente nelle aree remote e nei paesi in via di sviluppo. Decisioni distributive basate sulla capacità di pagamento da parte degli utenti e di copertura dei costi da parte dei fornitori possono quindi approfondire le disparità regionali, urbano/rurali, e gli squilibri sociali nell’accesso all’acqua pulita e ai servizi fognari. La ricerca presenta alcune metodologie di analisi, quali gli indicatori di stress idrico, povertà idrica, acqua virtuale, valori territoriali, e valutazioni di rischio, per introdurre il concetto di valori socio-economici dell’acqua fondati sui bisogni locali e sugli obiettivi dello sviluppo sostenibile. Un’attenzione particolare sarà data alla sponda Sud del Mediterraneo e ad altri casi in Africa, in cui le cui politiche sono largamente influenzate da dichiarati deficit idrici, e ad alcuni artefatti idrici di maggiore impatto, quali le opere di canalizzazione e le grandi dighe.

 

Integrazione dell’approccio multicriteriale e delle tecniche GIS partecipate per la gestione sostenibile delle risorse idriche, a cura di Federico Sittaro e Gian Maria Zuppi - ricerca di dottorato

La gestione delle risorse idriche è caratterizzata da una intrinseca complessità. Diverse prospettive dividono la stessa legittimità, fattori non solo idrologici, ma anche sociali e culturali stanno assumendo un ruolo di maggior rilievo. Viene presentata una metodologia che si propone di integrare un approccio multicriteriale e tecniche di implementazione di sistemi GIS con metodi partecipativi. Il fine è quello di valutare la potenzialità, che una tale integrazione di tecniche partecipative e strumenti di pianificazione classicamente più accentrati, può offrire al supporto delle scelte di pianificazione territoriale.

 

Gestione integrata delle risorse idriche: nuove sfide per la Banca Mondiale, a cura di Gretel Gambarelli - ricerca di dottorato

Nel presente lavoro si ipotizza che l’attuazione pratica del principio di gestione integrata della risorsa idrica nei Paesi clienti con il supporto della Banca Mondiale sia particolarmente problematica per almeno tre ragioni. Prima di tutto, in molti Paesi destinatari dei finanziamenti il settore idrico presenta una struttura istituzionale molto rigida ed è dominato da un modo tradizionale di affrontare le problematiche di gestione dell’acqua, basato sullo sviluppo di infrastrutture (p.e. dighe e sistemi di irrigazione) e su un approccio settoriale. Inoltre, la stessa Banca Mondiale è un’istituzione molto rigida, dove il ciclo di vita di un progetto (dalla proposta da parte del Paese cliente, alle fasi di negoziazione, analisi, approvazione e implementazione di un progetto) e le relative procedure sono ben delineati e attentamente seguiti.

Di conseguenza, nella pratica attuale viene lasciato poco spazio a processi innovativi propri di un modello di gestione integrata dell’acqua, quali la partecipazione di tutti i portatori di interesse già in fase di disegno di un progetto. Infine, la Banca Mondiale è fondamentalmente un istituto di credito, che ha fra gli obiettivi principali quello della sostenibilità finanziaria. Di conseguenza, la solidità economica dei progetti da finanziare assume una notevole importanza.

L’analisi economica generalmente effettuata per i progetti della Banca Mondiale è un’analisi costi-benefici piuttosto tradizionale, che spesso non è in grado di incorporare il valore aggiunto (soprattutto sociale e ambientale) di un progetto di gestione idrica integrata in indici economici, quali il tasso interno di rendimento. Questo modo di condurre l’analisi di progetto implica che non venga dato sufficiente risalto ai maggiori benefici sociali netti di un progetto di gestione integrata rispetto ad un modello di gestione più tradizionale. Il presente lavoro analizza questi aspetti, basandosi sia su documenti strategici e di “policy”, sia su un insieme di documenti di valutazione di progetti di gestione idrica attualmente in fase di implementazione nelle regioni del Medio Oriente e Nord Africa.

 

Fasce Tampone Riparie e Gestione Integrata delle Risorse Idriche in aree mediterranee : il Progetto Pilota Europeo riguardante il bacino del fiume Cecina (Toscana, Italia), a cura di Amerigo della Pina e Gian Maria Zuppi - ricerca di dottorato

Le Fasce Tampone Riparie svolgono importanti funzioni ecologiche, economiche e paesaggistiche. Il loro ruolo nella Gestione Integrata delle Risorse Idriche può essere estremamente rilevante, soprattutto in aree caratterizzate da elevati carichi di inquinamento diffuso di origine agricola. Metodologie per la pianificazione e la realizzazione di Fasce Tampone Riparie nel Bacino Idrografico del fiume Cecina, scelto dall’Unione Europea come Bacino Pilota per l’implementazione della Direttiva Quadro 2000/60.

 

Negotiating Water Policies: Non-Cooperative Bargaining Theory and Resource Management , by Alessandra Sgobbi e Carlo Carraro, PhD research

Water resources are unevenly distributed, both spatially and temporally, within states and across borders: this local scarcity, and the fact that water crosses political and administrative boundaries, causes increased tensions among water users. In fact, water resources have captured a lot of attention in the last decades, and it is often heard that “the wars of the future will be over water”. The prevention and resolution of water conflicts represent then a crucial challenge for the current century, not just from the point of view of governments and institutions, but also for the scientific world, and calls for innovative ways to address the problem.

To complicate matters further, water availability and quality are not known with certainty at any point in time: in fact, as recent climatic events have shown, predicting extreme events, as well as average water flows, can be very problematic. Management policies which fail to take into account the stochastic nature of water availability will inevitably lead to inefficient allocation of the resource, and are likely to have severe environmental, as well as socio-economic, negative impacts. In addition, international treaties are unlikely to be stable, if they fail to take into account unpredictable (as well as predictable) fluctuations in water quantity

Negotiation theory can provide particularly useful insights in situations where water management is controversial, enforcement is problematic, and/or binding agreements cannot be signed, and it can help identify which regimes can be implemented and sustained in situations where enforcement is problematic – in particular, therefore, in the case of international water bodies.

This study is therefore concerned with the stability and efficiency of international water agreements and management strategies: it will attempt at developing a framework to model negotiations over water management in international river basins, which takes into account the objectives of the relevant stakeholders, but also the intrinsically stochastic nature of water availability/supply, caused by unpredictable weather events, or indirect effects of human activities.

 

Network on Governance, Science and Technology for sustainable water resource management in the Mediterranean. The role of DSS tools (Nostrum), a cura di Paola Minoia e Gian Maria Zuppi - progetto Europeo Coordination Action VI Programma Quadro

L’azione intende contribuire ad una ricerca più orientata alla policy e ad informare i processi decisionali tramite l’ausilio di DSS, e in linea con tre obiettivi strategici: 1) stabilire legami durevoli tra istituzioni scientifiche, governi, ONG, PMI e altri stakeholders dei paesi del Mediterraneo, e in modo da migliorare la consapevolezza pubblica sulle tematiche di gestione delle acque. 2) contribuire al miglioramento della conoscenza scientifica e all’applicazione di metodologie di gestione integrata delle acque. 3) promuovere il disegno e lo sviluppo di DSS sulla base dei bisogni reali dei paesi del Mediterraneo, per sviluppare una politica di gestione integrata delle risorse idriche. Il prodotto dell’azione sarà una serie di linee guida per best practices per lo sviluppo e l’applicazione di DSS nel bacino Mediterraneo. Le linee guida vedranno un’attiva partecipazione di scienziati, politici, e stakeholders, attraverso una sequenza strutturata di azioni che favoriscano lo scambio efficiente di informazioni, conoscenze ed esperienze tra i vari partecipanti al progetto

 

 

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