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Nel presente lavoro si intende mostrare
come la domanda circa le condizioni di possibilità dell'intersoggettività
debba condurre a mettere in questione alcuni aspetti del paradigma
linguistico: infatti, se è sulla base della teoria del riconoscimento
che l'intersoggettività può essere resa intelligibile,
allora ne consegue che l'intersoggettività deve costituirsi
entro una forma d'interazione comunicativa naturale ma non essenzialmente
linguistica. L'argomentazione muove da un'esposizione della teoria
del riconoscimento formulata da A. Honneth, mostrando in che senso
quest'ultimo prenda le distanze dalla posizione di Habermas. Si fa
quindi ritorno a Hegel, nella misura in cui le pagine dell'Enciclopedia
consentono di affrontare interrogativi teorici da Honneth lasciati
sullo sfondo, ed in base ai quali possono emergere i problemi cui
va incontro un approccio unicamente linguistico all'intersoggettività.
In particolare si insiste sul fatto che l'intersoggettività
per potersi costituire presuppone una dimensione oggettiva, la quale
deve essere intesa in termini naturalistici.
Principali
riferimenti bibliografici:
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