I percolati provenienti da sei celle di due diversi lotti con differente composizione ed età sono stati monitorati per un periodo di due anni. Più di 250 campioni sono stati analizzati con tre tecniche diverse (MOCF, SEM e TEM), al fine di quantificare il reale contenuto in fibre di amianto, unitamente alle loro dimensioni. Queste indagini hanno consentito di valutare anche il contenuto di fibrille (microfibre con dimensioni inferiori a quelle standard) e nanoparticelle presenti dei percolati
Concentrazioni di fibre di amianto
Come si vede in figura, le concentrazioni medie di fibre di amianto standard (lunghezza >5 µm, diametro <3 µm, rapporto dimensionale 3:1) osservate al SEM variano tra 40.000 ff/L e 250.000 ff/L.
Anche considerando le barre di errore si tratta di valori parecchio inferiori ai valori trovati nello studio preliminare del 2002 (attorno al milione di ff/L). I dati raccolti non sembrano indicare una correlazione con la quantità di amianto conferito, bensì con lo stadio di maturazione delle celle: nel 2002 le celle analizzate erano ancora nella fase iniziale di coltivazione.
Come si vede nel diagramma a torta, solo il 6% di tutte le fibre osservate (n=2656) č stato classificato come fibre di amianto (crisotilo 78%, anfiboli 22%). Tra le “altre fibre” (n=1319), l’82% è composto da fibre minerali inorganiche di varia natura (prevalentemente silico-alluminati, solfati di sodio e calcio, silicati e ossidi di ferro) e il restante 18% (n=243) è rappresentato da fibre di ossido di titanio. Le fibrille rappresentano più del 40% del totale delle fibre osservate mediante SEM.
Tuttavia, se si guardano i dati in successione temporale (senza distinzione sulle celle di origine) , si osservano grandi fluttuazioni nelle concentrazioni con alcuni valori attorno al milione di fibre per litro, valori simili a quelli osservati nello studio preliminare del 2002. Confrontando questi dati con le precipitazioni è stato trovato che una correlazione è presente solo nei periodi in cui la cella è in fase di coltivazione.

Ad ogni modo si può dire che per il 92% dei campioni osservati (n=50) è stata riscontrata una concentrazione di fibre di amianto inferiore alle 800.000 fibre/Litro. Di questi, l’87% presenta una concentrazione al di sotto delle 600.000 fibre/Litro. Secondo l’unica e vigente normativa italiana in materia di acque contaminate da fibre di amianto (D.Lgs.114/95), tale valore risulterebbe ben 1000 volte inferiore al limite di 600 MFL (milioni di fibre/L) imposto dalla norma e quindi farebbe assumere al problema concernente la contaminazione dei percolati un’entità relativamente limitata. Tuttavia, come sopra ricordato, detta normativa non viene considerata applicabile, e si adotta quale valore limite di riferimento la concentrazione di 100.000 ff/l di amianto in acqua.
Dimensioni La maggior parte delle fibre di amianto hanno dimensioni vicine a quelle minime per essere classificate come fibre standard (vedi figura) e solo il 13% delle fibre possiede lunghezze superiori ai 10 µm. In particolare, il 48% delle fibre di amianto possiede lunghezze comprese tra 5 e 6 µm, mentre il 41% ha diametri compresi tra 1,5 e 2 µm.

Considerazioni
Le analisi con il microscopio ottico MOCF sono in linea con i dati SEM, ma si è dimostrato che nei percolati la distinzione tra fibre di amianto e altre fibre può diventare problematica per il MOCF quando sono presenti molti tipi diversi di interferenti. Inoltre il numero di fibrille osservate con il MOCF è sempre ampiamente sottostimato.
Dalle analisi al TEM invece si č osservata la presenza di un gran numero di nanoparticelle potenzialmente pericolose, che sfuggono alla analisi al SEM (vedi immagine di una fibra di ossido di titanio circondata da nanoparticelle di ossido di stagno e l’ingrandimento di queste ultime)
|