I giochi e le feste a Venezia
La lotta dei pugni

Una volta la popolazione di Venezia era divisa in due opposte fazioni: i Castellani e i Nicolotti. I Castellani abitavano nei sestieri di Castello, San Marco e Dorsoduro, mentre i Nicolotti vivevano nella zona di San Nicolò dei Mendicoli (Dorsoduro) e nei sestieri di Santa Croce, San Polo e Cannaregio. Le due fazioni si sfidavano spesso in giochi tradizionali : il più famoso era la 'lotta dei pugni' durante la quale gli uomini delle due parti combattevano per ore ed ore sui ponti, che una volta non avevano i parapetti (come si può vedere nel quadro del Bella). In un primo tempo si usavano bastoni appuntiti, ma in seguito solo i pugni erano permessi. Lo scopo di ogni lottatore era di buttare in acqua l'avversario, che poi però poteva risalire e continuare il combattimento fino a quando aveva forza, mentre la popolazione faceva il tifo dalle case, dalle rive e dalle barche. I Nicolotti portavano un berretto nero e i Castellani mettevano un berretto rosso. A Venezia attualmente alcuni ponti hanno nomi che ricordano la loro precedente funzione: ci sono due Ponti della Guerra (uno a Santa Fosca e uno a San Zulian) ed un più famoso Ponte dei Pugni (a San Barnaba) che conserva quattro impronte di marmo che indicano i punti di partenza per la lotta. La sera, appena faceva buio si doveva smettere: tutti tornavano amici con bicchierate tra vincitori e vinti nelle osterie. Questi giochi non erano ostacolati dal governo di Venezia, anzi venivano incoraggiati perché avevano la stessa funzione di esercizi militari che mantenevano in allenamento la popolazione maschile. Con il passare del tempo però i numerosi incidenti hanno obbligato il governo a proibirli.