Verrà il giorno che il giovane
dio sarà un uomo,
senza pena, con il morto sorriso
dell'uomo
che ha compreso: Anche il sole
trascorre remoto
arrossando le spiagge. Verrà
il giorno che il dio
non saprà più dov'erano
le spiagge d'un tempo.
Ci si sveglia un mattino che è
morta l'estate.
E' mutato il colore del mondo.
La montagna non tocca più
il cielo; le nubi
non s'ammassano più come
frutti; nell'acqua
non traspare più un ciottolo.
Il corpo di un uomo
pensieroso si piega, dove un dio
respirava.
Il gran sole è finito, e
l'odore di terra,
e la libera strada, colorata di
gente
che ignorava la morte. Non si muore
d'estate.
Se qualcuno spariva, c'era il giovane
dio
che viveva per tutti e ignorava
la morte.
Su di lui la tristezza era un'ombra
di nube.
Il suo passo stupiva la terra.
Ora pesa la stanchezza su tutte
le membra dell'uomo,
senza pena: la calma stanchezza
dell'alba
che apre un giorno di pioggia.
Le spiagge oscurate
non conoscono il giovane, che un
tempo bastava
le guardasse. Né il mare
dell'aria rivive
al respiro. Si piegano le labbra
dell'uomo
rassegnate, a sorridere davanti
alla terra.
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