Quattro passi... nell'italiano

Test d'ingresso

Rispondi al test di ingresso che ti proponiamo qui di seguito. Scrivi in questa casella  il tuo indirizzo e-mail  e ti invieremo al più presto il risultato, indicandoti il tuo livello di conoscenza dell'italiano e il tipo di percorso che puoi seguire dentro l'ipertesto.

Attenzione! Non usare il dizionario per fare il test!

Concediti al massimo 20 minuti per risolvere tutti gli esercizi.

 

Completa le frasi:
1. Sono contento di essere  Roma.

2. Vorrei formaggio.

3. Come si chiama sorella?

4. Vorrei una scatola biscotti.

5. A: Come state? B: Stiamo , grazie.

6. A: E da piccola, cosa facevi d'estate? B: Quando  piccola andavo spesso in montagna.

7. Carlo e Giovanni  a Napoli.

8. A: Hai notizie di Mario? B: No, domani,  telefono.

9. A: Sei stato al concerto di Eros Ramazzotti? B: Sì.  sono andato ieri sera.

10. Non  capisco quando parlano.

11. Ti prego  presto.

12. Scusi. Dove  i biglietti dell'autobus?

13. Firenze è la città  abbiamo studiato la storia e i monumenti l'anno scorso.

14. A: Da che binario parte il treno per Milano? B: Dal binario 5,  presto signora che sta per partire.

15. Guida più piano, non  imprudente.

16. Peccato che gli zii non  a teatro.

17. Se io fossi andato al mare mi  divertito.

18. Se  a casa mia, potresti raccontarmi tutto.

19. Alessandro Manzoni  "I Promessi Sposi ".

20. Le piramidi  costruite dagli Egiziani.

 

Completa il testo inserendo una parola negli spazi bianchi:

L'operaio Arturo Massolari faceva il turno della notte, quello che finisce alle sei... Per rincasare, aveva un tragitto, che compiva, in bicicletta nella bella stagione, in tram nei mesi piovosi e invernali. Arrivava a casa tra le sei e le sei e tre quarti, cioè alle volte un po' prima, alle volte un po' dopo che suonasse la sveglia della Elide.

Gli appariva così, in , dove Arturo stava tirando fuori i recipienti vuoti dalla borsa che si portava con sé sul lavoro: il portavivande, il termos, e li posava sull'acquaio (= lavandino ). Aveva già il fornello e aveva messo su il caffè. Appena lui la guardava, a Elide veniva da passarsi una mano sui capelli, da spalancare a forza gli , come se ogni volta si vergognasse un po' di questa prima immagine che il marito aveva di lei in casa, sempre così in disordine, con la faccia mezz'addormentata.

Alle volte invece era lui che entrava in camera a destarla, con la del caffè, un minuto prima che la sveglia suonasse; allora tutto era più naturale, la smorfia per uscire dal prendeva una specie di dolcezza pigra, le che s'alzavano per stirarsi, nude, finivano per cingere ( = stringere ) il collo di lui. S'abbracciavano. Arturo aveva indosso il giaccone impermeabile; a sentirselo vicino lei capiva il che faceva: se pioveva o faceva nebbia o c'era neve, a secondo di com'era umido e freddo.

(Italo Calvino, L'avventura di due sposi)