Il progetto per l'Ospedale Civile di Le Corbusier

   
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Il piano regolatore generale di Venezia del 1959, constatato che la sede dell'ospedale civile è obsoleta e insufficiente e non risponde più alle moderne esigenze di efficienza, ne prevede il trasferimento da San Giovanni e Paolo all'area del macello comunale, dove si realizzerà un nuovo complesso da 1200 letti. L’amministrazione ospedaliera si oppone dapprima al trasferimento ma alla definitiva approvazione del piano, nel 1962, decide di intraprendere la realizzazione di un’opera che sarà la prima importante realizzazione architettonica del dopoguerra a Venezia. Su iniziativa del sindaco Giovanni Favaretto Fisca viene avanzata, da parte delle amministrazioni comunale e ospedaliera congiunte, la proposta affidare a Le Corbusier [1] [2] l’incarico del progetto per il nuovo ospedale. A questa ancora vaga iniziativa l’architetto risponde, senza impegnarsi, con una celebre lettera cui la stampa dà grande rilievo: Quel che dovete costruire, fatelo di un’architettura il più moderna possibile, fate stabilire, da chi ne abbia diritto, degli standard di illuminazione e di aerazione che costituiranno le facciate. Impiegate il cemento armato per stabilire questi standard e non cercate di copiare il vecchio mattone fatto a mano della vecchia Venezia.
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Nell’ottobre 1962 Le Corbusier promette di considerare seriamente la proposta di incarico, non escludendo un suo prossimo viaggio a Venezia. Contemporaneamente, però, l’amministrazione ospedaliera studia per proprio conto la progettazione del nuovo ospedale, elabora un progetto planivolumetrico di massima e, sviluppando una proposta di Bruno Zevi, il 20 maggio 1963 bandisce un concorso aperto ad architetti e ingegneri italiani. Questa decisione, però, non impedisce il proseguimento delle trattative con Le Corbusier, condotte soprattutto dal presidente dell’amministrazione ospedaliera Carlo Ottolenghi. L’architetto soggiorna a Venezia dal 29 agosto al 1 settembre 1963. Il concorso si conclude senza vincitore e con due progetti classificati ex-aequo al secondo posto: Tadzio del gruppo Romano Chirivi, Costantino Dardi, Emilio Mattioni, Valeriano Pastor, Luciano Semerani e Ospedali civili riuniti di Daniele Calabi e Mario Dalla Costa.
     
Nel novembre 1963 Le Corbusier si impegna a studiare il progetto di massima per l’ospedale. Il nome dell’architetto è, per l’amministrazione, garanzia per l’approvazione del progetto e per il finanziamento della sua realizzazione. Il 31 ottobre 1964 giungono a Venezia le tavole e un modello in scala 1:1000 di un primo progetto di massima. I disegni rappresentano un’idea preliminare per una struttura da 1500 posti letto, da non rendere pubblica e da utilizzare solo come base di partenza per il conferimento di un incarico ufficiale di progettazione, che viene formalizzato il 2 dicembre 1964 [3] [4] [5]. Le Corbusier è convinto della necessità di inserire il nuovo complesso nel contesto edilizio senza nessuna alterazione del profilo urbano e, anzi, proponendo una stretta relazione fra l’orizzontalità dell’edificio e quella del paesaggio lagunare.213
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Le Corbusier studia l’ospedale partendo dall’analisi dei percorsi, dei flussi e delle funzioni. L’edificio che propone rifiuta la logica dell’organizzazione in verticale attorno ai corpi scala e agli ascensori, ma si sviluppa in orizzontale sovrapponendo tre livelli differenziati funzionalmente e sostenuti da un sistema di pilotis che sorgono dalle acque della laguna. Al primo livello si collocano i servizi previsti per il pubblico e la rete dei percorsi terrestri, in continuità con quelli della città esistente. Al livello superiore stanno i servizi medici veri e propri, i laboratori e tutte quelle funzioni di diagnostica che devono in qualche modo essere isolate dal traffico ma allo stesso tempo facilmente raggiungibili. Il terzo livello, quello più alto, è riservato alle stanze per la degenza dei pazienti, cellule organizzate in unità-letto che possono essere isolate oppure messe in comunicazione con quelle attigue.

Nonostante l’opposizione dell’Ordine interprovinciale degli architetti di Venezia, l’elaborazione del progetto da parte di Le Corbusier procede senza ostacoli di rilievo. Il 30 gennaio 1965 il progetto viene presentato al ministro della Sanità Mariotti e due mesi dopo Le Corbusier firma il contratto di incarico per il progetto esecutivo dell’ospedale, che dovrà essere capace di 1200/1500 posti letto. Nell’aprile 1965 Le Corbusier è a Venezia col principale dei suoi collaboratori, Guillermo Jullian de la Fuente, per la consegna delle tavole e del modello [6] [7] del vero e proprio progetto di massima, che viene ufficialmente presentato nel corso di una mostra allestita presso l’Istituto universitario di Architettura in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico [8].
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Il 27 agosto 1965 Le Corbusier muore a Cap-Martin, in Costa Azzurra, per una crisi cardiaca che lo colpisce durante un bagno in mare. L’elaborazione del progetto esecutivo procede in un atelier appositamente installato a Venezia, sotto la guida di Jullian de la Fuente. Alla consegna delle tavole dettagliate in scala 1:100 [9] viene presentato alla stampa il modello a grandezza naturale delle stanze di degenza, realizzato su una terrazza dell’ospedale di SS. Giovanni e Paolo [10]. Nel 1966, su richiesta del Consiglio superiore di sanità si elabora una variante del progetto che riduce a 800 letti la capacità ricettiva dell’ospedale [10]. Questo nuovo progetto riceve, fra il 1966 e l’anno successivo, l’approvazione sia del Consiglio superiore di sanità che del Consiglio superiore del lavori pubblici. Si avvia così l’elaborazione del progetto esecutivo, che procede fra momenti di stasi e riprese nella nuova sede dell’atelier, installata nel 1970 all’interno del macello di San Giobbe. Di esso però vengono realizzate solo alcune tavole preparatorie relative a una unità funzionale di 308 letti [11]. Nonostante periodiche campagne di stampa che tentano di rilanciare presso l’opinione pubblica la discussione sul progetto, l’interesse per la realizzazione sembra spegnersi lentamente, e dopo il 1978 può dirsi definitivamente tramontato.

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Le fotoriproduzioni provvengono dall'Archivio Atti Nuovo Ospedale di proprietà dell'ULSS 12 di Venezia. Archivio conservato presso l'Ospedale Civile di San Giovanni e Paolo - Venezia. La riproduzione è vietata a norma di legge. Concessione 2004/9378 12/03/04