San Giobbe

Facoltà di Economia
Fond.ta San Giobbe, ex Macello
Cannaregio 873
- VENEZIA
 
Università
Ca' Foscari
VENEZIA
     
     

 

Durante la Prima Guerra Mondiale -come in tutte le guerre- gli uomini furono impegnati al fronte lasciando in gestione le proprie attività in mano alle mogli. Ma non sempre le cose andavano come dovevano andare:

“Sig. Sindaco di Venezia, I Veneziani conoscono da lungo tempo ed apprezzano sempre più l’opera sapiente ed amorosa che l’Ill.ma S.V. Va compiendo in favore della città: sanno i Veneziani che non v’è riforma opportuna e provvedimento salutare che non venga accolto con interessamento da chi li dirige. È in questa certezza che l’umile scrivente sottopone alla benevola attenzione della S.V. Ill.ma il seguente caso: Al Macello Comunale sono ammessi alla compera dei carnami i soli negozianti: alle donne (quantunque proprietarie di macellerie) è vietato di entrare e di prendere parte alla compera dei essi. Questo fatto non si verifica invece in altri mercati: come quello del pesce, della verdura, ecc. Nelle condizioni attuali in cui è riconosciuta ovunque preziosa l’opera delle donne in sostituzione degli uomini che la Patria ha chiamato, sarebbe opportuno che anche alle donne fosse concesso il suaccennato permesso. Ho detto opportuno, dovevo dire necessario, indispensabile, per la continuazione della vendita in quelle macellerie in cui o per la morte del marito, come nel caso della scrivente, o per assenza temporanea degli uomini, viene a mancare la possibilità di rifornirsi di merce. Sono sempre ripeto, i tempi anormali in cui viviamo, che rendono più urgente questa concessione, dato che per la scarsità del bestiame non sono più i negozianti che offrono la merce, occorre andare se stessi a comperarla.In questa fervida preghiera si uniscono altre esercenti cui preme questo provvedimento e che con me nutrono piena fiducia di essere benevolmente ascoltate.


Con deferente ossequio
Teresa Palazzi, vedova Piacentini, Cannaregio, fond. San Giobbe N. 1062 ”*

 

A cui segue la risposta del Direttore del Macello dott. Aristide Toniolo:

 

“ Premesso che non vi è mai stato proibito l’accesso al Macello a donne che si siano presentate dichiarandosi negozianti di carnami, come lo prova il fatto che, per esempio, il commercio dei suini in Macello di Venezia è esercitato per una percentuale tutt’altro che trascurabile da donne dei Comuni vicini; si ritiene che la domanda della sig. Teresa Palazzi debba essere accolta favorevolmente, senza però dare ad essa il valore d’una iniziativa riformatrice dell’attuale polizia interna dello Stabilimento.
Per togliere però a chi legge la impressione cha l’attuale direzione del Macello, permettendo alle introduttrici l’ingresso al Macello abbia fatto cosa contraria al regolamento in vigore (art. 61: ordin. Municipale1894) che effettivamente proibiscono l’ingresso alle donne e ai fanciulli di età inferiore ai 14 anni è bene chiarire che lo spirito di tali articoli proibitivi ebbe sempre piena approvazione nel senso di norma morale valida a suffragare il concetto che sia da ritenersi anche per l’avvenire pratica contraria al buon costume il consentire la promiscuità d’ambiente e lo spettacolo della macellazione ai fanciulli e alle donne che volessero entrare in macello solo per appagare una loro morbosa curiosità. 7.4.1917 dott. Toniolo”
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* AMV, 1915-1920 Sanità Macelli IV/6, 3/4/1917
**AMV, 1915-1920 Sanità Macelli IV/6, 7/4/1917

 

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