Fotografie di San Giobbe

Facoltà di Economia
Fond.ta San Giobbe, ex Macello
Cannaregio 873
- VENEZIA
 
Università
Ca' Foscari
VENEZIA
     
     

I ponti di San Giobbe

La prima versione lignea del ponte, progettata attorno al 1445 è attestata da una planimetria quattrocentesca in cui viene raffigurato con un’apertura sulla sommità – forse per permettere il passaggio dell’albero delle barche a vela – e già nel 1462 si doveva procedere con urgenza al restauro. La prima variante in pietra invece fu terminata nel 1503, molti anni prima del ponte delle Guglie ultimato nel 1580. La versione definitiva viene eseguita nel 1688 su progetto di Andrea Tirali, Proto del Magistrato delle Acque rifacendosi a disegni non completamente estranei ai progetti presentati cento anni prima per la costruzione del ponte di Rialto.
   
 
Il ponte che unisce la Punta San Giobbe al resto della città viene chiamato della Saponella non come si potrebbe pensare dalla lavorazione del sapone che si effettuava in zona, ma dal nome della famiglia Saponello, becheri e appaltatori di sego che nel Settecento abitavano in una casa adiacente.
Costruito alla fine del 1400, unicamente con un parapetto dal lato del rio di San Giobbe. Nel 1777 ci fu un restauro, ed è molto probabile questo il periodo in cui assunse il toponimo della Saponella.
 

Nel 1870 si procede alla realizzazione di un pontile mobile per collegare la ferrovia con il Macello per permettere un trasporto agevole degli animali. Sono del 1886 le rimostranze degli abitanti di San Giobbe per il passaggio delle bestie per la Calle Biscotella e il Campo delle Chiovere. Nel 1893, abbattuto il ponte in legno, venne costruito un nuovo ponte di ferro – lungo 28 metri e largo 4 –, spostando l’accesso dalla Calle della Ceraria al Campo dei Luganegheri, evitando così il passaggio degli animali per le vie della contrada, che tante lamentele avevano provocato. Nella foto il basamento rimasto dal lato della ferrovia dopo l'asporto effettuato 10 anni fa del ponte delle Vacche.
In alto ciò che rimane della passerella di mattoni, sotto la quale passava il bestiame proveniente dalla ferrovia.