San Giobbe

Facoltà di Economia
Fond.ta San Giobbe, ex Macello
Cannaregio 873
- VENEZIA
 
Università
Ca' Foscari
VENEZIA
     
     

 

Venetia, città nobilissima di Francesco Sansovino è una guida su Venezia pubblicata nel 1581 dalla quale si estraggono le note sulla chiesa di San Giobbe e sull'isola di San Secondo. E' nelle librerie in copia anastatica di Leading Edizioni.

VENETIA
CITTA NOBILISSIMA
ET SINGOLARE,
Descritta in XIIII. Libri
DA M. FRANCESCO SANSOVINO

IN VENETIA
APPRESSO IACOMO SANSOVINO
MDLXXXI

 
San Iob

Dopo le predette Chiese parrocchiali del presente Sestiero, sono degni di considerazione diversi monisteri fra i quali San Iob è situato a punto nel principio di Canareiom nuovo per edifizio, percioche lo fabricò Christoforo Moro Doge, che fu l’anno 1452 & lo concesse a i frati di san Francesco, conciosia che trovandosi Podestà a Padova dove gli fu detto dal Beato Fra Bernardino che sarebbe Doge dopo la morte del Foscari, & essendo fatto Pasqual Malipiero in luogo del Foscari ch’era vivo, morto il Foscari fu fatto il Moro, il quale per memoria di quel Beato, ordinò predetta Chiesa, & le diede larghi proventi, & vi ordinò anco lo Spedale. Si dice che in questo luogo si conserva il corpo di San Luca. Vi si vede la scoltura in marmo di mezzo rilievo, la palla della capella di Pietro Rosseli Fiorentino. Et un’altra palla pur di marmo con un San Giovann Battista di mano di buon maestro. Ma di pittura, l’altare della famiglia Foscara, col Cristo ch’oranello horto. & l’altar vicino dove si vede una Nostra Donna con San Sebastiano della destra & San Iob dalla sinistra, fu dipinto da Gian Bellino, & fu la prima tavola fatta a olio ch’egli mettesse fuori. & li come allora fu stimata molto da i buoni maestri, cosi al presente per sua molta eccellenza è tenuta in gran prezzo. & altro altare ivi presso con la Madonna che rappresenta il suo piccolo bambino al vecchio Simeone, fu fatto da Vittorio Scarpaccia. Vi dipinse anco Battista Franco, & Francesco de Franceschi vi fece la palla di Santo Andrea, il cui coronamento fu di mano di Gasparo Moranzone & nel refertorio la vita di San Francesco fu vecchia fattura di Frate Alberto Arlati. Dinanzi all’altar maggiore in una gran lapide è intagliato.

CHRISTOPHORVS MAVRO PRIN-
CEPS: MCCCCLXX. MENSIS SEPTEM
BRIS

& piu in fuori si veggono diverse memorie della famiglia Pesara. Nel chiostro è riposta Dea Morosina Principessa, gia moglie di Nicolò Trono Doge 67, che visse l’anno 1471 & vi si legge

Dea rariss. Mulieris Illustriss. Dom. Nicolai
Troni Incliti Ducis Venetiarum coniu-
Gis, umili hoc in loco corpus iussu suo
Conditum est. Animum vero eius propter
Vitae virtutum & morum sanctitatem, ad
Coelestem patriam aduolasse credendum
Est. Ann. Salutis. MCCCCXXVIII



San Secondo
Dirimpetto a questa per lungo tratto di viaggio, fu fatto del 1034 dalla famiglia Baffa, il monistero di S. Secondo, poco lontano dalla città, dalla parte di Canareio. Nel quale essendo gia donne monache, fu poi coceduto à frati religiosi: & vi si serba il corpo di S. Secondo, condotto da Asti di Lombardia a Venetia molti anni sono.